Gay: dimensione globale e locale

Renato Aiello

La copertina del libro
La copertina del libro in lingua originale

L’omosessualità oggi nel mondo si nutre di un immaginario iconico che spazia dalla bandiera arcobaleno ai vari Gay Pride, passando attraverso canzoni, cantanti e icone gay del Calcio, della Moda e dello Spettacolo fino a un film come “Brokeback Mountain” assunto a simbolo della lotta contro le discriminazioni. Questa dimensione globalizzata dell’universo gay si accompagna però a quella locale che vede ogni paese diverso per come vive sia l’omosessualità che la militanza sul fronte dei diritti. Si inserisce su questo doppio binario il viaggio nella Globalizzazione Gay affrontato dallo scrittore francese Frederic Martel nel suo libro Global gay che, per l’attenzione dedicata alle singole questioni locali, “avrebbe dovuto chiamarsi più Local Gay” confessa l’autore, sottolineando come “le differenze sono molto più interessanti e importanti delle assonanze che già tutti conosciamo ampiamente attraverso media e modelli culturali. Quello che ci è ignoto infatti è che l’omofobia in Africa in realtà sia stata importata dagli europei in quelle colonie che apparivano troppo libere e aperte in materia di pratiche sessuali”, precisa Martel, rivelando così l’ennesimo capitolo razzista e omofobico del famigerato “Fardello dell’Uomo Bianco”. Prova evidente è il codice civile indiano derivante da quello britannico di epoca vittoriana, che ha condizionato con la sua diffusione in vari paesi asiatici certe politiche discriminatorie. Se però l’India insieme a Cina e Russia appartiene al cosiddetto “Secondo Mondo” dell’omofobia fredda, ovvero a quel gruppo di paesi che tollera i locali gay e consente certe manifestazioni, a patto che non abbiano il risalto tipicamente occidentale, c’è poi il blocco del cosiddetto “Terzo Mondo” dell’omofobia calda e violenta, dove i gay sono puniti ancora con la pena di morte come in alcuni Stati Mediorientali e in quelli musulmani dell’Africa Nera. “Negli anni delle ideologie tutti ci siamo illusi che il vento di libertà e dei diritti sarebbe arrivato dalla sfera comunista mentre le leggi su unioni civili e matrimoni gay introdotte in Europa, Stati Uniti e Sudamerica ci hanno fatto ricredere sul “Primo Mondo”, passato ormai dalla criminalizzazione dell’omosessualità a quella dell’omofobia a tutti gli effetti” commenta Martel, ricordando però come l’Italia sia ancora fanalino di coda sul tema anche perché “noi francesi le restituimmo il Papa che stava ad Avignone”, chiosa con una battuta.

Intervista ad Antonello Sannino presidente di Arcigay Napoli  <https://www.youtube.com/watch?v=Dh-o3Ac68MQ>

Intervista a Frederic Martel (in francese) <https://www.youtube.com/watch?v=SqDLHDUPdXI 

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web