Grandi novità al Festival del cinema di Cannes

Redazione

di Angelo Matteo

La 75esima edizione del Festival di Cannes è stata il ritorno in grande stile della più importante manifestazione cinematografica del mondo dopo due edizioni limitate pesantemente dalla pandemia di Covid. Sono stati proiettati grandi film, mentre sul red carpet si succedevano star hollywoodiane e autentiche leggende della storia del cinema. Alla fine del Festival, però, ciò che resta sono i premi, quest’anno assegnati dalla giuria presieduta dall’attore francese Vincent Lindon.

Tra i film in competizione ufficiale erano presenti “Nostalgia”, diretto da Mario Martone, e “Les amandiers”, diretto da Valeria Bruni Tedeschi, ma entrambi non hanno ricevuto alcun premio.

La Palma d’oro è andata a Ruben Östlund per la seconda volta nella sua carriera. Il regista svedese aveva già vinto l’ambito premio nel 2017 con “The square” e quest’anno si è ripetuto con “Triangle of Sadness”: questa è una pellicola satirica su una giovane coppia di celebrità nel mondo della moda che intraprende un viaggio su una crociera per milionari. L’umorismo pungente di Östlund ha colpito di nuovo i giurati della Croisette.

Il secondo premio più importante, cioè il Grand prix della giuria, è stato invece assegnato ex-aequo. Sono stati premiati “Close”, di Lukas Dhont, al suo secondo lungometraggio dopo il celebrato “Girl” del 2018, e “Stars at Noon”, di Claire Denis, grande regista del cinema francese.

Locandina Cannes 2022

Il miglior regista è stato Park Chan-wook con il suo “Decision to Leave”. Il regista aveva trovato fama mondiale proprio a Cannes nel 2004 con “Oldboy” e ora è tornato al festival con un film a metà tra thriller e storia d’amore. Anche il premio come miglior attore è andato a un sud-coreano: Song Kang-ho ha vinto per la sua interpretazione in “Broker” di Hirokazu Kore’eda. La star aveva presentato alla Croisette il grandissimo successo “Parasite” ed è ormai noto anche nei paesi occidentali come uno dei più grandi attori al mondo. L’iraniana Zar Amir Ebrahimi ha vinto il premio come miglior attrice per “Holy spider” di Ali Abbasi, in cui interpreta una giornalista investigativa. Infine, Tarik Saleh è stato premiato come miglior sceneggiatore per “Boy from Heaven”, satira anticlericale.

Il Premio della giuria è stato assegnato ex-aequo: è andato a “Le otto montagne” diretto da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, tratto dal romanzo italiano omonimo di Paolo Cognetti e che vede come protagonisti Alessandro Borghi e Luca Marinelli; l’altra pellicola vincitrice è stata “EO” del leggendario Jerzy Skolimowski. Il premio speciale per il 75esimo anniversario del Festival è stato assegnato invece a due veri pilastri della manifestazione, i fratelli Dardenne, quest’anno in concorso con “Tori et Lokita”.

La giuria ha premiato una selezione di film molto eterogenea e interessante: nella speranza che tutte le opere citate arrivino in sala anche in Italia, non possiamo che celebrare quest’edizione del Festival di Cannes, capace di portare questo cinema di qualità al centro dell’attenzione.

 

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