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“I Parenti Terribili” al Goldoni di Venezia

Andrea Di Maso

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Al Teatro Goldoni di Venezia va in scena “I Parenti Terribili” diJean Cocteau, un’opera intensa e claustrofobica che esplora le dinamiche distruttive di una famiglia prigioniera delle proprie ossessioni. Un dramma che affonda nelle pieghe più oscure dei legami familiari, messo in risalto da interpretazioni vibranti e una regia incisiva.

I Parenti Terribili
I Parenti Terribili – una scena

LA TRAMA 

La vicenda si svolge interamente in un appartamento parigino. Un luogo chiuso, soffocante, specchio di relazioni altrettanto asfissianti. Al centro della storia c’è Yvonne, madre possessiva e fragile, incapace di accettare la crescita del figlio Michel, un giovane inesperto e ancora legato al cordone ombelicale materno. Michel è innamorato di Madeleine, una ragazza dal passato complicato. Ma la situazione si complica quando si scopre che anche Georges, il padre di Michel, ha avuto una relazione con Madeleine. A completare il quadro c’è Léonie, la zia di Michel e sorella di Yvonne, donna pratica e razionale, che osserva il disastro emotivo con un misto di cinismo e rassegnazione. I personaggi si scontrano, si manipolano, si feriscono, prigionieri di una rete di gelosie, segreti e dipendenze emotive.

IL CAST

Il cast offre interpretazioni cariche di tensione emotiva. Mariangela Granelli che interpreta Yvonne riesce a restituire tutta la fragilità e la furia di una madre incapace di amare senza distruggere. La sua performance è un equilibrio tra isteria e vulnerabilità, con esplosioni di rabbia e momenti di struggente debolezza.

Michel è incarnato da un attore giovane Cosimo Grilli, perfetto nel ruolo del ragazzo diviso tra il desiderio di libertà e la paura di deludere la madre. La sua ingenuità e la sua sofferenza emergono con forza in ogni gesto e sguardo.

Georges, il padre, interpretato da Filippo Dini, è un uomo cinico e disilluso, reso magistralmente da un attore che alterna momenti di ironia amara a esplosioni di frustrazione. Madeleine, oggetto del desiderio e della contesa, è interpretata con una delicatezza da Giulia Briata che nasconde una forza interiore sorprendente. Milva Marigliano che interpreta Léonie, offre un contrappunto ironico e lucido, rappresentando la voce della ragione in un mondo dominato dalle passioni.

I Parenti Terribili
Una scena

I TEMI

I Parenti Terribili è un dramma sull’amore malato, quello che soffoca invece di nutrire. Cocteau esplora le dinamiche di dipendenza emotiva, la possessività e l’incapacità di lasciar andare. L’opera mostra come i legami familiari possano diventare gabbie, in cui l’amore si trasforma in controllo e ossessione. Un altro tema centrale è il conflitto tra generazioni. Michel cerca di affermare la propria identità, ma è costantemente intrappolato tra le aspettative e le manipolazioni dei genitori. L’amore stesso è visto come una forza distruttiva, capace di annientare chi ne è vittima.

I Parenti Terribili

LA REGIA

La regia sceglie di enfatizzare l’aspetto claustrofobico del testo. L’appartamento diventa un vero e proprio personaggio: spazi ristretti, arredi opprimenti, luci fredde che sottolineano la tensione costante. Non c’è via di fuga, né per i personaggi né per lo spettatore. Il ritmo serrato e la scelta di lunghe pause cariche di silenzi pesanti amplificano il disagio. La regia gioca con i contrasti: momenti di calma apparente esplodono in scene di violenta emotività. Le dinamiche familiari vengono esposte come in una vivisezione, crude e senza filtri.

“I Parenti Terribili” al Teatro Goldoni è uno spettacolo che colpisce per la sua intensità. Un dramma psicologico che non concede tregua, dove le passioni esplodono e i sentimenti si trasformano in armi. Le interpretazioni forti e la regia vibrante rendono giustizia al testo di Cocteau, confermandolo come un’opera sempre attuale sulla fragilità dei legami umani.

 

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