Il nostro amico Mico

Redazione

A dieci anni dalla scomparsa di Mico Galdieri, l’Ente Teatro Cronaca, struttura di produzione e distribuzione teatrale (da lui fondata – nel 1959 – e diretta per decenni) lo ricorda a Napoli promuovendo l’incontro pubblico intitolato “Il nostro amico Mico”.

Al poliedrico impresario è dedicata una celebrazione laica in programma venerdì 16 dicembre (ore 17) al Teatro Sannazaro di Napoli, città dove nacque nel 1933. Tanti artisti, compagni sodali di centinaia di avventure sulle scene e dietro le quinte dei teatri di tutto il mondo, si uniranno in questa occasione agli organizzatori nel sentito ricordo di questo grande protagonista della scena teatrale e culturale italiana.

Galdieri ha contribuito alla nascita del Teatro Esse, ha diretto il Teatro Orione ospitando dando vita ad importanti rassegne e spettacoli di teatro di ricerca. Come regista e produttore dal 1962 ha messo in scena più di 100 spettacoli e, al fianco di Eduardo De Filippo, collaborò alla nascita della Scarpettiana del Teatro San Ferdinando. Legò il suo nome di produttore ai grandi spettacoli firmati da Roberto De Simone, come la “Gatta Cenerentola”, “L’Opera Buffa del Giovedì Santo”, “Festa di Piedigrotta”, “Eden Teatro”, “Il Canto de li Cunti”, “Il Drago”, “Il Bazzariota ovvero la dama del bell’umore” promuovendoli in lunghissime tournèe nazionali e internazionali (da Parigi a Città del Messico, Buenos Aires, New York, Berlino, Francoforte, solo per citare qualche tappa). E’ stato fondatore e direttore del Consorzio Teatro Campano ed ha creato e diretto iniziative d’avanguardia come il Festival “Settembre al borgo” a Casertavecchia e l’Opera Buffa Festival. Ha ricoperto l’incarico di Presidente dell’Ente Teatrale Italiano, il più importante organismo di distribuzione teatrale in Italia nella seconda metà del Novecento.

Credo che non c’è stato in questa città un altro come Mico Galdieri. – dichiara Giulio Baffi, Direttore Artistico – Ente Teatro Cronaca, che lo ricorderà – Tanto attento e convinto di dover lavorare nel, per, con il teatro napoletano. E chi nel teatro di questa città abbia mai dato tanta assidua fiducia ed attenzione a talenti in crescita, gruppi da scoprire, scrittori a cui offrire occasioni, operai del teatro a cui dare lavoro. Davvero credo sia stato un eccezionale “testimonial” come si dice oggi, o “talent”, o anche, e più semplicemente, osservatore, fiancheggiatore, amico a proteggere la fragilità di questo sistema e mondo di sognatori. Il teatro per Mico era presenza unica e costante, universo degno di attenzione in tutti i suoi momenti, aria da respirare ed impegno a cui dedicarsi. Questo è stata, io credo, la sua vita ed il suo lavoro, senza chiedere mai nulla in cambio. Instancabile, conscio di correre sempre il rischio dell’errore, ma convinto dell’opportunità di correrlo. Non importa scoprire l’origine di questo suo impegno, ma di affermarlo certamente si, perché molti devono a lui i passi compiuti poi avanti nel tempo, e di ringraziarlo”.

(Foto di Renato Rizzardi)

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