“Il servo”, di Joseph Losey

Alberto Tuzzi

UN GRANDE THRILLER SUI RAPPORTI SOCIALI: IL SERVO

Londra, primi anni ’60. Tony (James Fox), inetto rampollo di un’altolocata famiglia inglese, è fidanzato con Susan (Wendy Craig). Per il suo appartamento, Tony assume Il servo Hugo (Dirk Bogarde) che rapidamente volge la situazione a proprio favore, portando in casa l’amante Vera (Sarah Miles) che seduce il padrone. Tra Tony e Hugo s’instaura un rapporto ambiguo. Il cameriere, gradualmente, diventa il carnefice mentale del suo datore di lavoro, rendendolo completamente succube alla propria volontà, in un totale capovolgimento di ruoli.

Losey, grazie alla sceneggiatura di Harold Pinter (che recita anche in una piccola parte nel film) ispirata dall’eponimo romanzo di Robin Maugham del 1948, realizza con “Il servo” (The Servant, 1963) un perfetto congegno narrativo. Il film è un acuto saggio sui rapporti di classe sotto forma di thriller, con una raffinata esplorazione psicologica dei due personaggi principali, che, all’epoca, scuote pubblico e critica.

Locandina originale del film “Il servo”

La vicenda procede per frammenti, attraverso flashback e dialoghi caratterizzati da battute brevi, serrate, costruite a volte sul nonsense, che mostrano l’assurdità delle condizioni di vita dei personaggi. Le immagini sono spesso deformate e riflesse attraverso specchi, in uno straordinario bianco e nero opera di Douglas Slocombe, maestro della direzione della fotografia britannica e mondiale.

Lucido e grottesco racconto sulla vacuità di una certa borghesia inglese e sulla ferocia dei subalterni, il film rappresenta la perfetta fusione tra le due personalità di Losey e Pinter. I due autori, infatti, manifestano, in modo chiaro, il comune interesse per temi politico-sociali come il contrasto di classe e la repressione istituzionalizzata dei sentimenti, fenomeno tipico della società inglese.

Notevole James Fox, nei panni di un perfetto borghese inglese stereotipato. Indimenticabile l’interpretazione di Dirk Bogarde, con il suo sguardo ironico ed il suo sorrisetto luciferino. Attore preferito di Losey, Bogarde indossa i panni del giovane romantico in molti film inglesi degli anni ‘50, sia in ruoli brillanti che drammatici. Con la sua interpretazione de “Il servo”, Bogarde raggiunge la sua dimensione drammatica ideale.

Joseph Losey, americano, sfugge alle persecuzioni del senatore McCarthy recandosi dapprima in Italia, per poi raggiungere la Gran Bretagna nel 1952. Tra i temi che caratterizzano le opere del regista, quello di graffiare il costume compassato di una società ipocrita. Losey racconta storie in cui, isolando un microcosmo, ne analizza quasi in vitro i rapporti umani, rimandando in modo più generale ai nodi di un intero sistema sociale.

Con “Il servo” Losey conquista la fama mondiale, toccando una delle punte più alte del suo cinema, costituito da opere colte, spesso di matrice letteraria, che lasciano sempre e comunque il segno.

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web