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James Senese: tace il suo sax struggente

Angela Matassa

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SE NE VA IL FONDATORE DEL NEAPOLITAN POWER

Non ha mai voluto lasciare Napoli: la sua città. E nemmeno il suo quartiere: Miano. Qui si sono celebrati i funerali di James Senese che amava dire: “i piedi sono qua, ma la testa è nel Bronx”.

Lo ricordano tutti con affetto e commozione. I suoi compagni di viaggio. I più giovani che l’hanno seguito o che da lui hanno imparato. I teatri dove si è esibito.

Un sax struggente che negli assolo musicali entrava dentro e scompigliava tutto. Emozionante e rivoluzionaria, la sua musica nasce a Napoli, ma è conosciuta nel mondo. Si mescola ai ritmi americani, al rhythm and blues, al jazz, e rinasce nuova, come gli artisti nati a Napoli sanno fare.

Le tappe sono note: dal primo gruppo di giovanissimi, con Mario Musella, poi gli Showmen, I Napoli Centrale fino alla nascita del Neapolitan Power. E poi, la prima esibizione di Pino Daniele che scoprì e portò alla ribalta.

E’ stato un viaggio lungo e proficuo quello di James Senese. Dalla povertà del dopoguerra al successo dei 21 album prodotti.

James Senese al Teatro Trianon (foto di Ernesto Albano)

Si fa quasi portavoce Enzo Avitabile, che ha diffuso la triste notizia della sua scomparsa e che lo ricorda per la professionalità, il talento, il fuoco vulcanico che gli bruciava dentro. I loro sassofoni hanno suonato insieme tanti anni fa.

Lui “nero a metà” come Mario Musella, immortalati da Pino Daniele nell’omonimo album, suonerà per sempre. Le sue note risuoneranno nelle case e nell’aria. Qualcuno andrà a rivedere la sua presenza nei pochi film cui ha partecipato. E si avrà voglia di riascoltarlo, soprattutto per la carica emotiva, per la grinta e la forza con cui ha voluto raccontare Napoli, mescolando sonorità e passioni.

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