SE NE VA IL FONDATORE DEL NEAPOLITAN POWER
Non ha mai voluto lasciare Napoli: la sua città. E nemmeno il suo quartiere: Miano. Qui si sono celebrati i funerali di James Senese che amava dire: “i piedi sono qua, ma la testa è nel Bronx”.
Lo ricordano tutti con affetto e commozione. I suoi compagni di viaggio. I più giovani che l’hanno seguito o che da lui hanno imparato. I teatri dove si è esibito.
Un sax struggente che negli assolo musicali entrava dentro e scompigliava tutto. Emozionante e rivoluzionaria, la sua musica nasce a Napoli, ma è conosciuta nel mondo. Si mescola ai ritmi americani, al rhythm and blues, al jazz, e rinasce nuova, come gli artisti nati a Napoli sanno fare.
Le tappe sono note: dal primo gruppo di giovanissimi, con Mario Musella, poi gli Showmen, I Napoli Centrale fino alla nascita del Neapolitan Power. E poi, la prima esibizione di Pino Daniele che scoprì e portò alla ribalta.
E’ stato un viaggio lungo e proficuo quello di James Senese. Dalla povertà del dopoguerra al successo dei 21 album prodotti.

Si fa quasi portavoce Enzo Avitabile, che ha diffuso la triste notizia della sua scomparsa e che lo ricorda per la professionalità, il talento, il fuoco vulcanico che gli bruciava dentro. I loro sassofoni hanno suonato insieme tanti anni fa.
Lui “nero a metà” come Mario Musella, immortalati da Pino Daniele nell’omonimo album, suonerà per sempre. Le sue note risuoneranno nelle case e nell’aria. Qualcuno andrà a rivedere la sua presenza nei pochi film cui ha partecipato. E si avrà voglia di riascoltarlo, soprattutto per la carica emotiva, per la grinta e la forza con cui ha voluto raccontare Napoli, mescolando sonorità e passioni.
