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“La confessione”: giudizio tra bene e male

Redazione

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«Non bisogna essere seguaci di una religione per cogliere il valore di questa esperienza. Si parla di coscienza personale, del nostro criterio di giudizio tra bene e male». Afferma Gennaro Morrone, autore e interprete dello spettacolo “La Confessione, al violino Vittorio Cataldi, in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli sabato 7, alle ore 21, e domenica 8 marzo 2026, alle ore 18.

IL PLOT

Questo spettacolo può essere collocato in un genere noir. – racconta Morrone – Due fatti di cronaca. Due storie che si intrecciano. Due confessioni.

Una voce narrante aiuta il pubblico ad entrare nelle due storie, a riflettere, a partecipare al dolore dei personaggi ora con sofferenza, ora con disprezzo. Due storie costellate di momenti tragici e ferite profonde. Due anime con due diverse visioni della vita e del mondo. Una narrazione che parla dell’anima e dell’amore. Un amore di un ecclesiastico nei confronti di una giovane ragazza, ma un amore malato, possessivo, che porta all’uccisione della fanciulla. Omicidio mai svelato perché protetto da segreti indicibili e relazioni di potere malsane. Sì, perché si parla di fede vacillante di un uomo di Chiesa verso la sua istituzione.

E l’amore puro, sincero, protettivo di un padre che diventa omicida per vendicare sua figlia assassinata. Perché un padre non smette mai di amare, di seguire, di supportare e difendere i propri figli. Perché i padri amano per sempre.

“In questa pièce, – spiega l’autore – si crea un’atmosfera di tensione che fa presagire a una confessione intensa. Due vicende che confermano, ahimè, che la giustizia non uguale per tutti. Che la bilancia nelle mani della Dea della Giustizia non è sempre in equilibrio. Spesso pende a favore di istituzioni colluse, dei giochi di potere, ad intrighi di palazzo”. 

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