Alle Scuderie del Quirinale arriva “Tesori dei Faraoni”, una grande mostra che porta a Roma 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto fino al 3 maggio 2026. Le opere provengono dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor. Molte sono esposte per la prima volta fuori dall’Egitto. È un evento di rilievo internazionale, curato da Tarek El Awady e prodotto da ALES con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt. L’esposizione rafforza il dialogo culturale tra Italia ed Egitto ed è una scelta che valorizza il Mediterraneo come ponte tra civiltà.

LA MOSTRA
Il percorso racconta il mondo dei faraoni attraverso potere, fede e vita quotidiana. La mostra si apre con lo splendore dell’oro, materia divina per eccellenza. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II e la celebre Collana delle Mosche d’oro introducono il ruolo politico e simbolico dei gioielli. Il collare di Psusennes I e il suo straordinario corredo funerario, rinvenuto a Tanis, mostrano la raffinatezza delle élite egizie. Amuleti, coppe e oggetti di oreficeria conservano dopo millenni una luce intatta.

IL RITO
Dalla ricchezza della corte si entra nel territorio del rito. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata ai culti funerari. Statuette shabti, vasi canopi e un prezioso papiro del Libro dei Morti illustrano le pratiche che accompagnavano la trasformazione del defunto. Ogni oggetto segue una logica precisa: proteggere, guidare, permettere la rinascita sotto il sole di Ra.

IL POTERE
Uno dei momenti più attesi è la sezione dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021. Utensili, sigilli e amuleti raccontano il lavoro degli artigiani che costruivano la potenza del regno. È una narrazione viva, concreta, che mostra l’ingegno tecnico e la spiritualità degli antichi Egizi nella loro forma più quotidiana.

LA REGALITA’DIVINA
Il percorso si chiude con la regalità divina. Statue e rilievi di grande forza, come l’Hatshepsut inginocchiata, la diade di Thutmosi III con Amon e la Triade di Micerino, raccontano l’unione tra sovrano e divinità. La splendida maschera d’oro di Amenemope diventa il simbolo finale della trasformazione del re in essere eterno. La presenza della Mensa Isiaca, eccezionalmente prestata dal Museo Egizio di Torino, riannoda il legame spirituale tra Egitto e Roma.

