La Signora dei fiori di carta, pièce a Sorrento

Angela Matassa

“…Avete mai incrociato quella signora che sa trasformare la carta ruvida in fiori colorati? Nel cuore di Napoli, a via San Gregorio Armeno, accoglie tutti con un caloroso sorriso, ascoltando le nostre storie senza dire una parola. Eppure è sorda: la bellezza della sua arte non ha bisogno del suono delle parole…”.

E’ un breve estratto daLa Signora dei fiori di carta”, l’ultimo testo di Fortunato Calvino, drammaturgo e regista partenopeo, particolarmente attento a figure, spesso poco notate, pur trovandosi sotto i nostri occhi. La pièce rientra nella rassegna “Racconti per ricominciare”, organizzata da Vesuvioteatro, e andrà in scena dal 16 al 23 maggi 2024, alle ore 18.45, a Villa Fiorentino a Sorrento. Recitano Federica Aiello, Elisabetta D’Acunzo, Roberto Fiorentino, Marco Palmieri.

Calvino, lei ha scritto questo testo come omaggio alle straordinarie figure di uomini e donne di Raffaele Viviani. In che senso?

La Signora dei fiori. La vetrina

“L’idea centrale del mio progetto è la riproposizione di alcune figure di uomini e di donne, che si sono inventati un lavoro spesso creativo, lasciando un segno nella mente e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerle. Un po’ come faceva lui.

La Signora dei fiori di carta” è una di queste?

“Proprio così. Si evince già dal titolo la peculiarità del lavoro di questa donna, che ha vissuto la sua vita, inventadosi il lavoro grazie ad un’abilità”.

Dove ha vissuto “La Signora”  Ferrigno?

“In una strada, dove l’arte del presepe è di casa. Via San Gregorio Armeno, cuore del Centro Antico di Napoli, dove ogni mese dell’anno si possono ammirare e acquistare presepi e pastori in terra cotta. Piccoli capolavori dell’artigianato locale”.

Ci racconti questo luogo visto con i suoi occhi.

“Salendo verso Piazza San Gaetano, troviamo un piccolo basso con il classico interno: stanza con cucina e soggiorno. La particolarità è già evidente all’ingresso, dove sono esposti fiori di carta colorata di ogni misura e forma. Sono tutti ad asciugarsi a testa in giù dal soffitto, in bella mostra come preziose reliquie. In un angolo, la Signora manualmente crea dal nulla boccioli e corolle, che da lontano sembrano veri”.

Da qui prende lo spunto per scrivere?

La Signora dei fiori. Fortunato Calvino

“Sì. Da questa visione straordinaria nascono i miei racconti su di lei, sulla gente del vicolo o sui passanti, che si lasciano attirare come l’ape dal prezioso nettare. Un’umanità varia che si apre al dialogo, sollecitata da tanta bellezza, incantata da quel prato di carta colorata, che riporta all’infanzia. A un momento dimenticato”.

Come lavora questa straordinaria artigiana?

“Era un incanto guardarla. Abilmente muove le dita e, attraverso alcuni e misteriosi gesti, dà vita ora a una rosa, ora a un girasole. Nella pausa, offre un caffè e sembra ascoltare con attenzione i suoi clienti. Eppure è sorda. Ma i visitatori non vanno via senza acquistare un fascio dei suoi fiori finti. La Signora sorride e si rimette al lavoro. Per il resto della giornata continuerà a trasformare la carta ruvida in bellezza. Ed è pura poesia, che non ha bisogno del suono delle parole”.

 

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