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“La Traviata” ritorna al Lirico di Napoli

Maresa Galli

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Al Teatro di San Carlo di Napoli, dal 14 al 30 luglio 2024, va in scena “La Traviata”, il capolavoro di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, melodramma in tre atti dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, che riprende l’allestimento del 2018 con la regia Lorenzo Amato.

Le splendide scene sono interamente dipinte a mano dal compianto Ezio Frigerio, realizzate in collaborazione con i Laboratori artistici del Teatro di San Carlo.

Ispirata alla tradizione ottocentesca, la scenografia mostra interni aristocratici di ville, saloni per le feste, di contro il vuoto e la desolazione della stanza che vedrà morire Violetta.

I bei costumi dagli accesi cromatismi sono di Franca Squarciapino, le luci di Fiammetta Baldiserri. Giacomo Sagripanti dirige Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo ben preparato da Fabrizio Cassi. Le coreografie, eseguite ottimamente dal Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer, sono di Giancarlo Stiscia.

 

IL DRAMMA

La storia di Violetta Valéry, brillantemente interpretata da Marina Rebeka che sostituisce alla “prima” e per altre repliche Lisette Oropesa, è ambientato in una Parigi grigia, fredda e piovosa, che rappresenta, per il regista, “straniamento, allusione, stato d’animo, dolore, fino a quell’offuscamento della vista che le malattie particolarmente debilitanti provocano in ciascuno di noi”.

Al centro della scena, su un fondale trasparente, scende continuamente una pioggia reale e simbolica. “Concepire e mettere in scena “La Traviata” non è stato un lavoro preparato a tavolino con lucida razionalità – spiega Amato. Piuttosto si è trattato di una riflessione sulla malattia, il tempo che scorre inesorabile, l’amore, la violenza delle convenzioni sociali, l’ipocrisia, il sacrificio e infine la morte”.

I PROTAGONISTI

Alfredo Germont è interpretato da Kang Wang, il tenore cino-australiano per la prima volta al San Carlo, e Giorgio Germont dal bravissimo Luca Salsi. Clarissa Leonardi è Flora Bervoix, Laura Ulloa interpreta Annina. Giacomo Leone è Gastone, Gabriele Ribis il barone Douphol, Pietro Di Bianco il marchese d’Obigny, Lorenzo Mazzucchelli il dottor Grenvil.

Rebeka, il soprano lettone che considera l’Italia sua seconda patria, primeggia in un repertorio che va dal barocco al belcanto, da Verdi all’opera francese. Già cimentatasi numerose volte nel ruolo di Violetta, l’artista conquista il pubblico della prima sancarliana.

Gli applausi, in un teatro stracolmo con forte presenza di turisti, sono tutti per lei, per il carismatico Luca Salsi, brillante interprete verdiano che cesella e dà colore ad ogni frase, per il Corpo di Ballo, per l’Orchestra egregiamente diretta da Sagripanti. E Rebeka tornerà al Lirico il

prossimo ottobre nel ruolo di Maria in “Simon Boccanegra”, per un altro successo annunciato.

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