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La voce segreta dello spazio 

Andrea Di Maso

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Maria Helena Vieira da Silva è stata un’artista straordinaria. La mostra “Anatomia di uno spazio” alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (12 aprile – 15 settembre 2025) ne racconta il percorso mediante circa settanta opere, dal 1930 agli anni ’80.

VITA DELL’ARTISTA 

Nata a Lisbona il 13 giugno 1908 da una famiglia colta e benestante. Fin dall’infanzia studi musica, disegno e anatomia. A 11 anni frequenta l’Accademia di Belle Arti di Lisbona e corsi di anatomia medica. Nel 1928 si trasferisce a Parigi. Studia scultura con Bourdelle e Despiau, incisione con Hayter, pittura con Fernand Léger.

Nel 1930 sposa l’artista ungherese Árpád Szenes. Il loro rapporto diviene per tutta la vita un legame affettivo e creativo forte.  

Il gioco delle carte
Il gioco delle carte

PERIODO PARIGINO 

Parigi è la sua culla artistica. Prima influenze cubiste, futuriste e del Gruppo della Ranson. Nel 1933 prima mostra personale da Jeanne Bucher. Intorno ai temi dello spazio costruisce atmosfere complesse. Definirà più tardi: “Penso di aver vissuto tutta la mia vita nei labirinti. È il mio modo di vedere il mondo”.

Storia marittima tragica o Naufragio
Storia marittima tragica o Naufragio

PERIODO BRASILIANO

Nel 1940, fuggita dall’Europa in guerra, si rifugia con Szenes a Rio de Janeiro. Il Brasile è esilio ma anche laboratorio. Realizza opere cupe, ispirate al dramma mondiale e a maestri rinascimentali come Uccello. Fino al 1947 resta in Sudamerica, rientra in Europa.

RITORNO A PARIGI 

Tornata a Parigi nel 1947, riprende il suo linguaggio astratto. Le composizioni si fanno più intricate. Nascono griglie, spazi labirintici, dialoghi tra figura e sfondo. Negli anni Cinquanta e Sessanta incide nella Biennale di Venezia e ottiene riconoscimenti come il Premio Nazionale Francese per le Arti (1966) e la Legion d’Onore (1979).

Festa veneziana
Festa veneziana

STILE E SENSIBILITA’

La sua arte oscilla tra astrazione e figurazione. Lavora con linee, griglie e spazi percepiti. Le atmosfere sono poetiche, labirintiche, sospese. Il background anatomico emerge nel rigore strutturale: “Disegnavo ossa in tutte le posizioni… la scapola era un capolavoro”. La sensibilità è palpabile. Il talento, evidente. Ogni opera è un intenso dialogo tra memoria, spazio e tempo.

La Biblioteca
La Biblioteca

“Anatomia di uno spazio” è una mostra intensa. Percorre epoche, stili e luoghi. Dall’infanzia portoghese all’esilio brasiliano. Da Parigi alla fama internazionale. Ne emerge un’artista sensibile, talentuosa, rigorosa. Una donna che ha saputo trasformare la pittura in un’esplorazione dello spazio interiore ed esteriore.

 

 

Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio | Mostra | Collezione Peggy Guggenheim

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