Per le strade della città, passanti a piedi o in bicicletta riproducono le canzoni di Angela Luce, per accompagnarla all’ultima scena. Muto il primo atto, nella camera ardente allestita nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino, dove soffusamente sono diffuse le sue più celebri interpretazioni. Ricco di parole, il secondo. Parole misurate e commosse, condivise dalla folla che ha riempie la Chiesa di San Ferdinando, “quella degli artisti”.
Accanto al feretro la guardia municipale, il saluto del sindaco con la fascia tricolore. Tanti artisti e amici. Giacomo Rizzo, Peppe Barra, Lina Sastri, Fulvio Pastore, Massimo Andrei, Ciro Capano, Fortunato Calvino, Leonardo Ippolito, Mario Aterrano, Enzo Gragnaniello.
In chiesa giunge il messaggio del Cardinale di Napoli. La messa è officiata dal vescovo ausiliare. E poi, l’accorato ricordo di Giovanna Castellano, amica e collaboratrice artistica della Luce. Le note del sassofono di Marco Zurzolo, che suona “Bammenella”.
L’ABBRACCIO DELLA CITTA’
Un grande abbraccio e lunghi applausi nel cortile di Castel Nuovo e sul sagrato della chiesa, per accompagnare l’icona Angela Luce. Cantante, attrice, poetessa. Sfrontata e passionale. Diva e antidiva. Tra le più belle del mondo dello spettacolo, che lascia un segno indelebile nella nostra tradizione musicale e teatrale.
“Contro la morte esiste solo l’amore… – scriveva Alda Merini – … Chi ama non esce mai di scena, siamo tutti qui. Sangue della stessa vena”.
(In copertina una delle immagini più note dell’album dell’artista)
