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L’Apocalisse Tascabile alla Sala Ichos

Renato Aiello

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Un carrello della spesa vuoto, un paio di maschere da sub, un triceratopo di gomma, il cerchione di un’auto e un mucchio di peluche: l’Apocalisse Tascabile di Niccolò Fettarappa Sandri si serve di pochissimi elementi di scena per raccontare la fine del mondo. In scena insieme a Lorenzo Guerrieri, Sandri ha portato questo atto unico a Sala Ichos a San Giovanni a Teduccio, Napoli, sabato 8 e domenica 9 gennaio 2022. Lo spettacolo è vincitore In-Box 2021, ha ottenuto il Premio della Critica al Nolo Fringe Festival e il Premio Giurie Unite Direction Under 30 al Festival Dominio Pubblico 2020 con il sostegno di Carrozzerie N.o.t.

Si procede per accumulo nell’elenco dei marchi pubblicitari, degli slogan e dei refrain pubblicitari più noti al grande pubblico, e nella lista della spesa fatta da Simply, supermercato incastonato nella periferia degradata di Roma, dipinta coi colori accesi dell’attualità e del disagio socioeconomico. C’è tanta cultura televisiva a farcire i dialoghi e gli scambi di battute caustiche. Dio si manifesta però, all’improvviso, a un giovane disadattato attraverso il carrello di plastica e annuncia la fine dei tempi.

L’attesa beckettiana di Godot è ormai solo un lontano ricordo. La divinità qui è fin troppo presente, non si fa più attendere: urla, strepita, minaccia e lancia oggetti insieme ai consueti anatemi, accompagnata da uno svogliato angelo dell’Apocalisse. Il giovane disagiato, sfibrato e quasi catatonico, diventa suo malgrado un profeta e apostolo, lanciandosi tra le citazioni cinematografiche del “Laureato” di Mike Nichols e il racconto della crisi economica e finanziaria dei nostri tempi. Vittime eccellenti, come sempre, i giovani laureati, scaraventati sul palco come peluche e finanche nel pubblico in sala.

La scrittura avanza tra aritmie e schizofrenie stilistiche, per trasformarsi in una sorta di maionese impazzita dei nostri tempi bui: eccessiva, barocca, iperbolica oltre ogni limite. Il giovane amorfo, novello Candide di Voltaire nella Roma decrepita e putrefatta descritta inizialmente, rimane inascoltato dagli abitanti della Città Eterna, votati ormai a un destino di estinzione.

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