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L’odio esplode a Dallas

Alberto Tuzzi

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LA TRAMA

Nella pellicola “L’odio esplode a Dallas”, il razzista Cramer (William Shatner) giunge nella fittizia cittadina di Caxton e, usando la sua abile dialettica populista, incita i bianchi all’odio ed alla violenza e ad impedire l’integrazione degli afroamericani nelle scuole.

IL COMMENTO

Il cinema indipendente USA dei primi anni ‘60 mette al centro della scena i problemi della realtà contemporanea e, in particolare, la grave questione afroamericana, rivoluzionandone la narrazione e anticipando alcuni aspetti che caratterizzeranno il ribellismo sessantottino.

Roger Corman, con L’odio esplode a Dallas (The Intruder, USA, 1962), centra perfettamente l’obiettivo di esaminare i peggiori aspetti della realtà americana.

L’autore realizza con questo film una delle migliori opere dell’epoca sull’odio razziale.

Il regista, per girare il film, acquista i diritti del romanzo The Intruder (1958), di Charles Beaumont, che scrive anche la sceneggiatura.

Corman, spinto dalle sue profonde convinzioni sociali e politiche, gira il film per raccontare un’America profonda, dove pregiudizio e odio verso gli afroamericani sono forti, rendendo difficile la loro integrazione.

Il risultato è un film insolito per l’autore, uno dei più duri da lui mai girati, intenso e cattivo.

L’aspetto più interessante dell’opera è il populismo che Cramer utilizza per irretire l’opinione pubblica.

Egli è un intruso (titolo originale del film), un sobillatore che mira a indirizzare rabbia e odio contro il “diverso”, spingendo anche lo spettatore a confrontarsi con sé stesso e con le sue ansie più profonde.

I discorsi di Cramer convincono il popolino, facendo presa sulle sue assurde paure, figlie del pregiudizio e della disinformazione, con affermazioni come “una nazione meticcia è una nazione più vulnerabile”, di spaventosa attualità, proprio perché, ancora oggi, xenofobia e razzismo sono tra le armi preferite da molti politici per manipolare le masse.

Il film all’epoca piace alla critica ma ben poco al pubblico.

IL PROTAGONISTA PRINCIPALE

Cramer è ben interpretato da William Shatner, giovane attore di provenienza teatrale in uno dei suoi primi film.

L’interprete, dopo pochi anni, diventa famosissimo per  la serie tv “Star Trek”.

IL REGISTA

Roger Corman, da poco scomparso, inizia come regista e produttore di film di scarso impegno, senza alcuna ambizione intellettuale ma sempre con grande senso del ritmo cinematografico.

Autore prolifico, si cimenta in tanti generi commerciali, come western, fantascienza e horror, girando tantissimi film a ritmo forsennato, sempre con budget irrisori.

Maestro nella descrizione di atmosfere angosciose, le sue storie sono intrise spesso di macabro umorismo.

Corman, dapprima sottovalutato dalla critica, presto trova una collocazione di rilievo nel panorama hollywoodiano per lo stile scarno delle sue regie e per il suo talento visionario, che ispira tantissimi registi ed autori.

Corman, inoltre, offre a molti giovani registi esordienti come Coppola, Scorsese, Bogdanovich, Demme e Howard la possibilità di produrre i loro film senza l’ansia del successo immeditato.

Con L’odio esplode a Dallas Corman realizza un’opera ancora di sconvolgente attualità, da rivedere e rivalutare.

 

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