[wpdreams_ajaxsearchlite]

Lungo viaggio verso la notte al Goldoni di Venezia 

Andrea Di Maso

Inserisci qui la tua pubblicità

Il 23 gennaio 2026 il Teatro Goldoni di Venezia ha accolto “Lungo viaggio verso la notte” di Eugene O’Neill, capolavoro della drammaturgia del Novecento. La regia è di Gabriele Lavia, che è anche protagonista in scena. Ne nasce uno spettacolo intenso, fedele allo spirito dell’opera e profondamente umano.

Lungo viaggio verso la notte - una scena
Lungo viaggio verso la notte – una scena

LA TRAMA 

La trama si svolge nell’arco di una sola giornata. Al centro c’è una famiglia borghese americana, i Tyrone. Il padre James, attore celebre ma avaro. La madre Mary, fragile e segnata dalla dipendenza da morfina. I figli Jamie ed Edmund, divisi tra affetto, rancore e autodistruzione. Durante il giorno, tra mattino e notte, emergono verità taciute, rimpianti e accuse reciproche. Ogni dialogo scava nel passato. Ogni parola porta a galla un dolore nascosto. Non c’è una vera soluzione. Solo la consapevolezza di un fallimento condiviso.

Gabriele Lavia
Gabriele Lavia

LA MESSA IN SCENA 

La messa in scena scelta da Lavia è essenziale e potente. Il palcoscenico è aperto. Lo spettatore entra subito nell’interno della casa. Si riconosce un soggiorno, luogo centrale della vita familiare. Una finestra suggerisce un fuori irraggiungibile. Due librerie maestose dominano lo spazio, cariche di memoria e silenzi. Tutto è circondato da una gabbia di ferro. È una scelta visiva forte. La casa diventa una prigione. I personaggi sono fisicamente e simbolicamente ingabbiati. Non possono fuggire né da quel luogo né da se stessi.

Gabriele Lavia
Gabriele Lavia

I TEMI 

I temi dell’opera emergono con chiarezza. La famiglia è rifugio e condanna. Le dipendenze, dall’alcol alla droga, sono tentativi disperati di anestetizzare il dolore. I sensi di colpa attraversano ogni relazione. L’amore convive con il disprezzo. La tenerezza si trasforma in violenza verbale. Tutti sono vittime e carnefici allo stesso tempo. Il senso di essere intrappolati, nel tempo e nei ruoli, è costante e soffocante.

Gabriele Lavia e Federica Di Martino
Gabriele Lavia e Federica Di Martino

IL CAST 

Il cast è compatto e convincente. Federica Di Martino restituisce una Mary fragile e struggente, sospesa tra lucidità e smarrimento. Jacopo Venturiero dà corpo a un Jamie tormentato, cinico e ferito. Ian Gualdani è un Edmund sensibile, lucido, già segnato dalla malattia e dalla disillusione. Beatrice Ceccherini completa l’equilibrio scenico con precisione e misura. Tutti gli attori lavorano in ascolto reciproco, mantenendo alta la tensione emotiva.
Gabriele Lavia è il perno dello spettacolo. Da vero signore del teatro, guida la scena con autorevolezza e rigore. La sua interpretazione è asciutta, profonda, mai compiaciuta. La regia dimostra una conoscenza intima del testo e dei suoi abissi. Lavia accompagna lo spettatore in questo lungo viaggio senza sconti, fino al buio della notte. Un viaggio che lascia il segno.
(Le foto sono di Tommaso Le Pera)

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web