Si apre mercoledì 29 gennaio 2025, al Cineteatro La Perla di Napoli, L’uomo e la bestia, rassegna cinematografica ideata da Antonietta De Lillo, realizzata dalla Marechiaro Film nell’ambito del film partecipato.
L’iniziativa affronta il rapporto fra umani e animali nel cinema. Un’occasione di riflessione collettiva su questioni importanti della nostra società, legate alla dimensione esistenziale, sociale e politica dell’essere umano e dalle sue profonde contraddizioni. Sul suo rapporto con il nostro Pianeta e i nostri coinquilini.
Il progetto L’uomo e la bestia propone un cartellone di 18 progetti, che per l’anno in corso prevede 7 appuntamenti tra rassegne, festival e arene estive.
I diciassette titoli programmati in tre settimane, ogni mercoledì, giovedì e venerdì (29, 30, 31 gennaio, 5,6,7 e 12,13,14 febbraio), con matinée per i ragazzi e proiezioni serali, accompagneranno lo spettatore in un viaggio attraverso il tempo e i diversi generi di narrazione: documentari, film di finzione, animazione, cortometraggi e classici del passato.

ANTONIETTA DE LILLO
«Fin dall’inizio della mia carriera mi sono sempre sentita spettatrice prima che regista, e anche in questa avventura, per me totalmente inedita, io e i curatori abbiamo fatto delle scelte immaginando noi stessi tra il pubblico in platea, curiosi di vedere i film proposti. Infatti abbiamo costruito un programma che non distingue fra cortometraggi indipendenti, film hollywoodiani e documentari. Per me non esistono registi esclusivamente di documentari, di finzione o di animazione: esistono storie che meritano di essere raccontate, ed è proprio seguendo questo principio che abbiamo costruito il programma della rassegna».
L’UOMO E LA BESTIA: IL CINEMA E LA SCUOLA
La rassegna dedica in particolare ai ragazzi delle scuole. Un momento per scoprire non solo il gioco di rispecchiamento, che il cinema riesce a creare tra mondo animale e mondo umano. Ma anche mettere in evidenza le diverse tecniche che si possono utilizzare nell’animazione.
Dalla plastilina che anima la rivoluzione delle galline intrappolate nel pollaio-prigione in fuga dall’inevitabile destino dell’uovo o morte. Cui i crudeli proprietari umani le condannano in Galline in fuga (2000). Al mondo tridimensionale di Flow (2024), avventura post apocalittica di un gatto. Che, in compagnia di altri animali, cerca di sopravvivere in un mondo quasi sommerso, e nel quale l’umanità sembra essere scomparsa. Si giunge all’ode in 2D all’amicizia nella storia di un cane e un robot nella Manhattan degli anni ’80 de Il mio amico robot (2023).
