Marianna Troise: “Io, C’è”

Angela Matassa

Lascia un vuoto nel mondo della danza. Marianna Troise se n’è andata, in punta di piedi, com’era solita ballare. Danzatrice, coreografa, docente di arti pittoriche, insegnante severa di danza, ha prodotto e realizzato in quarant’anni di carriera le sue creazioni artistiche dalla forte personalità. Creando sinergie con altre realtà e teatri di prosa.

La ricordano i colleghi, gli scenografi, i costumisti che hanno lavorato con lei. Gli allievi, molti dei quali hanno seguito la sua strada, spinti alla passione per l’arte coreutica.

marianna troise
Marianna Troise

Figura delicata e accogliente, non ha mai smesso di lavorare. Nel panorama della danza, ha contribuito a far sì che non fosse più un’arte elitaria e poco conosciuta, comunicando semplicemente con il gesto gentile e con la musica.

Il debutto come coreografa avviene nel 1980 per l’opera rock “El Tor” di Lino Vairetti e poi vengono tanti altri lavori. Da “Io non sono americana”, “Lilith”, “Violet” a “La parte bianca”. Allo spettacolo di Pasquale Scialò “Soirée Viviani”.

Nel 1984 fonda il Caiv Danza, da lei stessa diretto e nel 1985 dà vita alla Compagnia Ottantasei che confluirà, nel 1993, in MDA Produzioni Danza diretta da Aurelio Gatti.

Nel 2002, Marianna Trois inaugura “I Cantieri”, che ospita la nuova sede del Caiv Danza, associazione nata dall’incontro con Paola De Crescenzo e Antonella Mungo per la diffusione del metodo GYROTONIC ®.

L’anno dopo partecipa a “Le opere e i giorni”, a cura di Achille Bonito Oliva, con una performance e una video-installazione. Nel 2006 viene invitata alla rassegna “Italy Made in Art”, al Museo d’arte contemporanea di Shanghai. Nel 2008 e 2009 realizza “Baci, Serie inutile infinita”, mostra, installazione e video al PAN Palazzo delle Arti di Napoli a cura di Transitidanza. Nel primo decennio del 2000  Marianna Troise si dedica al progetto in progress “Io C’è” per la sensibilizzazione sulle problematiche dei senza fissa dimora. Tra il 2010 e il 2011 realizza, nei locali dello spazio polifunzionale Trip a Napoli, “Tutto nel cuore e tutto il cuore in tutto”, un’antologia che raccoglie i lavori della sua carriera.

Marianna Troise e il Gyrotonic

A lei quest’anno è stata dedicata l’ultima tappa di RIC.CI, un progetto di riallestimento delle coreografie degli anni 80 e 90, con “Fragili Film / Solo agli specchi”.

Donna, moglie, maestra, amica, artista: la sua lezione sarà per molti indimenticabile.

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