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Marinelli/Ramondino: nasce un libro

Anita B.Monti

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E’ uno scrigno prezioso perché riporta all’attenzione la figura di una tra le scrittrici italiane più conosciute al mondo. “Fabrizia Ramondino. La scrittrice oltre i confini” è il titolo dell’ultimo libro di Gioconda Marinelli. In copertina un ritratto della Ramondino, opera dell’artista Giuseppe Notarbartolo.

Appena uscito in libreria, per Giannini Editore (pagine 130.euro 16), il volume è stato presentato presso il salotto letterario Scotto Ionno di Napoli. Le relatrici Titti Marrone, Eleonora Puntillo e Wanda Marasco, hanno affiancato l’editrice, Giulia Giannini, moderate da Tjuna Notarbartolo.

IL LIBRO

Questo libro è un viaggio che Marinelli, giornalista e scrittrice molisana, fa attraverso le parole della Ramondino. Ricordandone le opere, il carattere, nonché l’impegno civile e politico esercitato per tutta la vita.

Oltre i confini, scrive Gioconda Marinelli, autrice di numerose biografie, perché era questa la linea scelta dall’autrice di “Un giorno e mezzo” e “L’isola riflessa”. Una vita passata a viaggiare e ad agire. Consacrata come voce originale della letteratura italiana, grazie al primo romanzo, “Althénopis” del 1981 su Napoli.

Scrive Dacia Maraini nel prologo al volume: “C’erano tante cose che ci univano, me e Fabrizia. L’amore per i viaggi, la passione per la lettura. La voglia di raccontare le donne che nel bene e nel male riempivano le giornate. L’amore per la cucina, l’attenzione per le malattie dello spirito che avevano lambito la sua vita e che suscitavano in me un interesse storico e sociale”.

La copertina del libro

Una scrittura elegante e immediata tuffa il lettore nella movimentata e colorata vita della Ramondino, donna coraggiosa, “che ha fatto sentire la sua voce di donna in una società maschile”. Cha ha espresso il suo disagio esistenziale, ma anche le storie collettive di spaesamento e solitudine, povertà e necessità di far valere i diritti degli oppressi.

Che, come Anna Maria Ortese e Elsa Morante, ha avuto un’anima spagnola. Filo conduttore che lega le “Tre veggenti del futuro”, come le ha definite la Marasco, anch’ella scrittrice di successo, che ha letto alcuni brani del volume.

Ci sono tante Fabrizia. – ha specificato Titti Marrone scrittrice e giornalista – E in quest’opera le ritroviamo tutte”. “È un libro-inchiesta delicato e acuto. – ha sottolineato la Marasco, – Un percorso di conoscenza in cui Marinelli ha costruito l’equilibrio perfetto tra l’opera e la vita della Ramondino”.

LE TESTIMONIANZE

Tante le testimonianze illustri su Fabrizia Ramondino, che la Marinelli ha riportato nel capitolo “Le parole per Fabrizia”. Il regista Mario Martone, che ha messo in scena alcuni inediti della scrittrice partenopea, oltre al film “Storia di un matematico napoletano,” scrive: “Fabrizia toccava e sentiva la vita. Aveva un senso tragico della condizione umana, una visione spietata e al tempo stesso alimentata dall’illusione. Era così. Aveva una vitalità impressionante, una sensibilità sofferta, una scrittrice contemporanea dal linguaggio aperto e fluido, da studiare e da ritrovare”.

Riporta Anna Bonaiuto: “Avevo quasi timore d’incontrarla (Fabrizia n.d.r.), sapevo che non “le mandava a dire”, era diretta, un po’ dura e sprezzante, mi dicevano. Ma no, rideva come una bambina, anche un po’ maliziosamente, con gli occhi che le brillavano”. Mentre, Marco Rossi Doria ricorda: “Fabrizia è stata una scrittrice straordinaria. Ma durante i lunghi anni nei quali custodiva le sue pagine senza rivelarle si è dedicata al mestiere di guidare ogni giorno i più piccoli, i più giovani”.

Gioconda Marinelli

Goffredo Fofi racconta: “Fabrizia ha avuto una capacità straordinaria di mai arrendersi, di sempre ricominciare, e di essere estremamente attenta, pur nel suo disordine, ai grandi e ai piccoli mutamenti del mondo e delle persone, dalla parte degli oppressi”.

E ancora, Arturo Cirillo, che ha messo in scena alcune opere. E che, nel recital del 2022, ha dato voce a liriche scelte e ordinate cronologicamente per restituire emozioni nel tempo. “La drammaturgia della Ramondino, – spiega Cirillo – Donna cosmopolita, plurilingue, sempre pronta a lottare per i più deboli, è difficilmente classificabile“.

Pietro Treccagnoli, giornalista e scrittore. Ciro Raia, Antonella Cilento. Giornalisti, scrittori, fotografi, che hanno memoria della sua forte e significativa personalità.

Un capitolo intrigante è anche quello intitolato “Le parole di Frabizia”, dizionarietto dei termini da lei più usati.

Una curiosità unisce ancora le due scrittrici: l’amore per le campane. Una passione per la Ramondino. Un’eredità per la Marinelli, titolare con la famiglia della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone. Che dall’anno mille fa sentire i suoi rintocchi in tutto il mondo. E che in questi giorni ha ricevuto l’onorificenza di essere entrata nel patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

Insomma, un libro da leggere e conservare perché, per quanto tanto si sia scritto in passato, le opere di Fabrizia Ramondino non si trovano quasi più.

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