“Maschile Singolare”, l’amore e l’amicizia LGBTQ

Renato Aiello

Maschile Singolare è un film sull’amore gay fugace, leggero, scanzonato, ma anche su quel sentimento più serio, impegnato, inteso come investimento di coppia e su sé stessi.

Una sceneggiatura ben calibrata, con dialoghi asciutti e spesso folgoranti, scambi e riflessioni esistenziali che sembrano quasi rivolti allo spettatore, e una fotografia ben confezionata si accompagnano alla freschezza di un poker maschile plurale di attori belli, bravi e già noti agli appassionati di fiction televisive: Gianmarco Saurino, Giancarlo Commare, Eduardo Valdarnini e Lorenzo Adorni. Senza tralasciare l’immensa Michela Giraud.

La pellicola, diretta da Matteo Pilati e Alessandro Guida, è una commedia agrodolce, pensosa, divertente e a tratti molto malinconica, che avrebbe meritato il passaggio in sala nel 2021. All’epoca Maschile Singolare uscì solo su Prime Video, la piattaforma di Amazon in cui è ancora disponiible per l’acquisto e il noleggio, ma oggi finalmente c’è un seguito nelle sale: Maschile Plurale, dal 15 febbraio distribuito nei cinema.

GIANCARLO COMMARE NEI PANNI DI ANTONIO

Giancarlo Commare veste i panni di Antonio, marito gay devoto ma disoccupato, che si ritrova improvvisamente senza il compagno di una vita, senza casa e soprattutto senza lavoro.

Laureato in architettura con poca fortuna e appassionato di dolci, il giovane siciliano non ha costruito nulla in vita sua e si è adagiato troppo nella dipendenza affettiva ed economica dal suo sposo, pagandone improvvisamente – causa divorzio -, tutte le conseguenze.

Ma se è vero che dalle situazioni spiacevoli può nascere il bene e che ogni crisi è un’opportunità preziosa di cambiamento e rinnovamento, anche la separazione di Antonio aprirà strade inaspettate e gli farà incontrare nuovi amici, amori, nonché trovare un lavoro e una casa.

A cominciare proprio dal coinquilino bohemien Denis, passando per l’aitante fornaio incontrato in palestra e nella bakery per un colloquio di lavoro notturno. Fino a Thomas, il fotografo emiliano ma d’adozione milanese, con cui capirà fino in fondo la lezione della nonna sul mascarpone: per fare un buon tiramisù, esso non va comprato già fatto, e se lo si prepara bene, è buono da mangiare anche solo così, al cucchiaio.

IL MASCARPONE DEL TIRAMISU

Il formaggio del semifreddo italiano più amato e diffuso al mondo si trasforma così nel correlativo oggettivo del destino di Antonio.

Tra vecchie e nuove conoscenze, albe di passione nel laboratorio dolciario, improbabili uscite di coppia in spa e innumerevoli match sulle app di dating, si tratteggia una storia di crescita personale sofferta, fatta di incertezze, paure e reticenze, sottolineata dalle glaciali note della colonna sonora (bella la canzone New Love di Gaudino e Sneider). Intelligente poi l’uso della lirica e della musica classica per accompagnare i momenti chiave e i punti salienti del racconto.

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