Paolo Sorrentino apre la 82ᵃ Mostra del Cinema di Venezia (27 agosto 2025) con “La Grazia” . Il regista partenopeo definisce il suo film “una storia d’amore”. Il film ha ricevuto applausi calorosi, anche a scena aperta, dalla critica e dal pubblico.
UNA STORIA VERA
Il protagonista è Mariano De Santis (Toni Servillo), un presidente della Repubblica alla fine del suo mandato. È vedovo, cattolico, giurista, introverso. Deve decidere su due richieste di grazia e sulla firma di una legge per l’eutanasia. Le grazie riguardano casi drammatici: un uomo che uccide la moglie malata di Alzheimer, un’altra che accoltella il marito violento. Sorrentino si ispira a un fatto vero: nel 2019, il presidente Mattarella concesse la grazia in un simile caso familiare . Ma il regista precisa: il suo presidente è un personaggio inventato, sintesi di vari leader autorevoli.

TONI SERVILLO: INTERPRETAZIONE MAGISTRALE
Servillo conferisce al personaggio un’aura sobria e intensa. Le parole sono rare, le pause profonde. Il dubbio lo lacera. Ogni gesto è misurato. La sua solitudine emerge con dolorosa chiarezza. È elegante, ma vulnerabile. È cemento armato solo in pubblico.
ANNA FERZETTI E GLI ALTRI ATTORI
Anna Ferzetti è Dorotea, la figlia. Giurista come lui. Forte e aperta. Cerca di sbloccare il padre. Sincera. Il suo volto trasmette fragilità e dignità. Interpretazione intensa e luminosa.
Nel cast: Milvia Marigliano, come critica d’arte Coco Valori, tagliente e ironica. Altri ruoli: Orlando Cinque, Massimo Venturiello.

TEMI PRINCIPALI
È un film sull’amore: per la moglie defunta, per la figlia, per il diritto e la politica come servizio. È un film sul dubbio. Sorrentino lo chiama “conditio sine qua non” della politica seria. È un film sulla grazia. Non solo come atto giuridico. Ma come atto d’amore, estremo e fragile. C’è il confronto generazionale tra padre e figlia. C’è il ricordo doloroso della moglie, e il sospetto di tradimento dopo quarant’anni. Il decreto sull’eutanasia: il dubbio estremo tra torturatore o assassino, se non si firma o se si firma.
Il film è stato presentato il 27 agosto 2025, come apertura della Mostra . La sala era gremita. Risate, lacrime, applausi lunghi, anche a scena aperta. La critica ha evidenziato il ritorno alla forma migliore di Sorrentino: meditativo, umano, potente. “La Grazia” è un film potente. È una riflessione sull’etica. È una dichiarazione d’amore verso il dubbio. Servillo offre una prova che resta. Ferzetti lo affianca con grazia. Sorrentino torna al cuore del cinema fatto di domande.
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