Una serata di inizio autunno che ha scaldato cuori e animi. Il 26 settembre 2025, il Teatro del Parco di Mestre ha ospitato un concerto che difficilmente verrà dimenticato. Protagonista assoluta: Nina Zilli, ma prima di lei, una sorpresa preziosa.
UNA SORPRESA
Ad aprire il concerto è stato Orazio Nicoletti, cantautore raffinato. Solo sul palco, con la sua chitarra, ha proposto brani originali in inglese. La sua voce, profonda e vellutata, ha avvolto la platea in un’atmosfera intensa e malinconica. Testi penetranti, universali. Non solo emozione, ma anche visione. Siamo certi che sentiremo (anzi, ascolteremo) la sua musica in tutta Italia, e forse oltre. Nicoletti è una promessa che sa già parlare al mondo.

LA PERFORMANCE DI NINA
Poi le luci si abbassano. Il palco si colora. Parte un intro che è un omaggio, un manifesto: “Feeling Good” di Nina Simone. Ed entra lei, Nina Zilli – Maria Chiara Fraschetta all’anagrafe – che da quella “Nina” ha preso il nome, il soul e la grinta.
La sua è stata una performance vulcanica. Energia, voce potente, sorriso magnetico. Ha travolto il pubblico con uno spettacolo in perfetto equilibrio tra classe e carisma. Tre cambi d’abito: piume, seta, strass, tacchi vertiginosi. Una diva contemporanea, mai distante. Sensuale, ironica, empatica. Una madre (di Anna Blue), ma anche una donna pienamente artista.

LE CANZONI
Il concerto ha attraversato tutto il suo repertorio. Da “50mila” a “Sola”, da “Per sempre” fino all’intensa “Se bruciasse la città”, riletta con profondità struggente. Ogni canzone era un piccolo mondo. Il soul italiano che sa farsi pop, ma non perde mai autenticità.
La voce? Inconfondibile. Calda, graffiante, piena. Zilli non canta, interpreta. Vive ogni nota.
Tra un brano e l’altro, parole al pubblico. Risate, pensieri, confidenze. È riuscita a rendere ogni spettatore parte di una grande famiglia musicale. Un concerto, sì. Ma anche uno scambio vero, umano, emozionante.
Ha chiuso come aveva iniziato. Di nuovo Nina Simone. Un cerchio perfetto. Un tributo e un’identità. Una dichiarazione d’amore per la musica nera, per il soul, per la forza delle donne che cantano (e scrivono) la propria storia.
Il Teatro del Parco ha risposto con applausi lunghi, sentiti. Quelli che si regalano solo a chi sa accendere qualcosa dentro.
Una serata memorabile. Per chi ama la musica che arriva dritta al cuore. E per chi sa riconoscere un’artista quando la vede brillare.
