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“Opera di periferia” di Peppe Lanzetta

Angela Matassa

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A vent’anna dalla prima rappresentazione, torna in scena, ma in una nuova veste. “Opera di periferia” di Peppe Lanzetta diventa un musical, in cartellone al Teatro Augusteo di Napoli da 7 al 16 novembre 2025. Spettacolo che l’autore e interprete dedica a James Senese.

E’ la storia di due bande di giovanissimi della periferia napoletana, che si scontrano per il possesso del territorio, dai nomi profetici di Israeliani e Palestinesi. All’epoca fedayn ed ebrei.

Sono convinto che l’arte arrivi prima di tutto. – dichiara Lanzetta, ormai diventato una star, seppure impegnato da quarant’anni come attore e scrittore – Perché coglie il divenire delle cose”.

Sul palcoscenico un gruppo numeroso di attori, cantanti, ballerini che, secondo le regole del genere, raccontano tra recitazione e canzoni le vicende che si svolgono nei vicoli della città. Il malessere giovanile, i disagi dei ragazzi trascurati da famiglia e società. Ma con un filo di speranza.

IL NUMEROSO CAST

Torna protagonista Maria Rosaria Virgili, che interpretò la prima versione dello spettacolo. “Sono felice di rivestire questo ruolo, – dice l’attrice – in maniera nuova, dai sapori più viscerali”.

Prodotto da Imparato e Teatro Augusteo, il musical mette a confronto anche due generazioni di artisti tra autore, regista e interpreti, per uno sguardo moderno verso un testo mai datato, seppur scritto nel 2020.

Con la Virgili ne saranno interpreti principali Ivan Granatino, le Ebbanesis, circondati dal gruppo di attori e ballerini: Alessandra Ciccariello, Vincenzo D’Ambrosio, Mattia Ferraro, Alfredo Mundo, Peppoh, Lorenzo Simeone e la partecipazione straordinaria di Peppe Lanzetta.

Le coreografie sono di Orazio Caiti, mentre le musiche sono di Maurizio Capone, eseguite dal suo gruppo Bungtbangt, i costumi di Anna Giordano. Lo spettacolo è diretto da Bruno Garofalo con la collaborazione di Danilo Rovani. “Rileggere oggi le tematiche di quest’Opera – spiega il regista – ci dimostra che nulla è stato affrontato e risolto nel corso degli anni. Anzi, si è incancrenito e radicalizzato in luoghi assurti al ruolo di ‘ghetto’ suburbano. E’ un grido d’allarme, che non va dimenticato”.

Esprimono tutti un grande entusiasmo alla presentazione, dai più giovani, coinvolti in un’importante operazione artistica, alle affermate Ebbanesis :“E’ un linguaggio diverso dal nostro solito, – commentano Serena Pisa e Viviana Cangiano –ma è bello però ‘sporcarlo’ con altri. E’ un sogno recitare un pezzo e poi attaccare subito con una canzone”.

Napoli come Parigi o come il Bronx, dunque. Perché le periferie non hanno tempi e luoghi. Con l’augurio, però, che l’arte del Teatro riesca a muovere le coscienze e a stimolare il cambiamento.

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