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Oscar Di Maio dedica la sua arte al sociale

Anita B.Monti

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Attore di razza, erede di un cognome importante, Oscar Di Maio dedica la sua arte alla causa sociale. Sarà, infatti, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 29 maggio per portare risate e comicità.

Affiancato dai fratelli Massimo e Luciano Salvetti e dall’orchestra Fiscale, diretta dal maestro Nunzio Ricci, l’attore partenopeo, volto caro al pubblico televisivo, rappresenterà “So’ pacchere e sorrise… favorite!”, di cui è autore e regista con Gianni Parisi.

Lo spettacolo sarà una carrellata di celebri macchiette, da M’aggia cura’ a Dove sta Zazzà. Di canzoni di giacca, com’era definito il genere, da una serie di quadri comici e sketch della nostra tradizione popolare.

La scena è composta da uno specchio e dai bauli tipici degli artisti.

Oscar Di Maio. La locandina

Lo specchio, senza vetro, – dice Oscar Di Maio, spiegando la regia – è rivolto alla platea e mi consente di guardare me stesso nel pubblico. Il baule, invece, è la sintesi della filosofia delle compagnie teatrali, pronte a viaggiare, a spostarsi, a contenere i costumi e gli attrezzi di scena, che sono l’anima stessa del teatro”.

Interprete affermato dell’avanspettacolo, in cui recita, canta, balla, Di Maio cominciò la carriera al Teatro Sannazaro di Napoli, regno della celebre Luisa Conte, al fianco Enzo Cannavale, Pietro De Vico, Nino Taranto e la zia Olimpia Di Maio.

Debuttò nella sceneggiata di Mario Trevi, Pino Mauro, Nino D’Angelo, continuando con i fratelli Maggio e tanti altri.

Uno dei personaggi che lo hanno reso famoso tra la gente, è quello del Cafone: stereotipo del provinciale napoletano-casertano. Eppure Roberto De Simone lo definì “Il Pulcinella del 2000”.

 

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