Paola racconta la divina Judy Garland

Maresa Galli

Judy Garland, immenso talento, ragazza di provincia dalla strepitosa voce di contralto, è oggi raccontata nel nuovo libro di Eduardo Paola, “Judy Garland. Oltre l’arcobaleno” (piattaforma Youcanprint). Eduardo Paola racconta la vita e l’arte della straordinaria cantante e attrice in occasione del 100° anniversario della nascita. “Credo nell’idea dell’arcobaleno. E ho trascorso la mia intera vita cercando di superarlo”,  questa la frase dell’artista in epigrafe all’appassionante racconto di vita e arte del giornalista e scrittore che prosegue il racconto delle divine di Hollywood.

L’autore narra “un universo fatto di donne meravigliose, così diverse ed uniche, incredibilmente distanti dalle piccole dive, tutte uguali, di oggi”, come si legge nella Prefazione a cura di Giorgio Colombo. “Il mago di Oz”, la storia di Dorothy, fanno parte dell’immaginario di Eduardo Paola bambino, emblema di amore per Hollywood, per i grandi musical, per il messaggio di inclusione e di accettazione che quel magico film rappresenta.

Nata Frances Ethel Gumm a Grand Rapids, Minnesota il 10 giugno 1922, terza di tre sorelle, sin da bambina spinta a lavorare sul palco da una coppia di genitori teatranti e aridi che le somministravano farmaci per farle sostenere i frenetici ritmi degli spettacoli. Un talento precoce, sfruttato dall’arida, anaffettiva madre Ethel, poi dai manager, dai mariti e dallo star system, mondo spietato che ne cavalcò debolezze e dipendenze. Vedette di punta della MGM (Metro Goldwyn-Mayer), Garland ha cavalcato un periodo d’oro del cinema hollywoodiano: l’esplosione dei musical, esplosione di eleganza, brio, leggerezza, numeri unici, musiche straordinarie. Indimenticabili.

Dotata di un grande senso dell’umorismo e un immenso talento vocale e interpretativo, dubitava del suo aspetto e della sua bravura, senza il sostegno di qualcuno che l’amasse realmente. I suoi svariati tentativi di suicidio non furono che disperate richieste di aiuto. Non riuscirà, pur amandoli, a prendersi cura dei suoi tre figli, Liza, grande artista anche lei, nata dal matrimonio con Vincent Minnelli, grande regista, e Lorna e Joey, nati dal suo terzo matrimonio con Sidney Luft.

In scena l’attrice sapeva piegare il proprio dolore, le ansie, le fobie alla sua vena artistica, immensa, regalando al pubblico tutta se stessa con generoso slancio e grandezza. L’amicizia con Mickey Rooney, suo partner storico, è un legame importante per Judy che soffrirà con mariti sbagliati, causa di cocenti disillusioni e dolori, come l’interruzione volontaria di gravidanza che l’avrebbe allontanata dal set e dal suo lavoro, sorte toccata anche alle dive Jean Harlow, Joan Crawford, Lana Turner: le case produttrici decidevano della vita delle star. Tradimenti di amiche-amanti come Betty Asher, l’amore contrastato per Tyrone Power, sposato e bisessuale, le pressioni dei produttori, la rendono sempre più provata e stanca. Ancora tanti incontri che ne segneranno il percorso artistico e sentimentale, come quello con Joe Mankievicz, il mentore che sognava da tempo.

Fidanzatina d’America, il pubblico la ama per i suoi film. Altro incontro che cambierà vita e carriera della Garland è quello con Vincente Minnelli, il più affettuoso dei suoi mariti. La depressione, la dipendenza dai farmaci, sono il suo mal di vivere. Il cinema pian piano la allontanerà per il suo uso di benzedrine che la rendono sempre più stanca e incapace di sostenere gli spettacoli.

Il libro è anche uno spaccato di storia americana e di celebrità del calibro di Fred Astaire, Gene Kelly, Bing Crosby, George e Ira Geshwin, Irvin Berlin. L’autore racconta con partecipazione la vita autodistruttiva della infelice diva, con ammirazione, con tenerezza, per una dotatissima ragazza ricca di doti consumata dalla sua stessa sensibilità d’artista, stella nel firmamento delle divine della storia.

 

 

 

 

 

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