Sarà una presentazione originale quella di “Qualcosa di cui parlare” di Aldo Di Mauro (Giannini editore, 120 pagine, 6 euro), presso la libreria IoCiSto di Napoli il 9 ottobre 2025, alle ore 18,30.
Il libro vuole essere una sorta di manuale di sopravvivenza “culturale” su “argomenti di varia conoscenza e umanità”, come recita il sottotitolo. Nel volumetto, l’autore si sofferma su ben diciassette argomenti, che sono quelli della quotidianità. E, citando grandi pensatori e intellettuali da Goethe a Masullo, da Victor Hugo ad Andreoli, snocciola le cause del fallimento di molti atteggiamenti degli individui di oggi.
Da uno solo di questi temi, di volta in volta, partirà l’incontro con il pubblico per approfondire e dialogare.

L’INSEGNAMENTO DI SOCRATE
Naturalmente è anche l’esperienza che parla, ma Aldo Di Mauro per questo nuovo lavoro, comincia dall’insegnamento di Socrate e dal principio di “intellettualismo etico”. E a seguire dal concetto d’ignoranza. La madre di tutti i mali, si soleva dire una volta. Poche parole per spiegare perché è così. “E’ un pericolo sociale” scriveva Victor Hugo. Ed è l’ignoranza del bene a generare il male, sosteneva Socrate.
GLI ARGOMENTI SCELTI DALL’AUTORE
Capitolo dopo capitolo, Aldo Di Mauro si sofferma sugli atteggiamenti di tutti gli attori sociali del nostro tempo e su alcune possibili soluzioni, perché si possa vivere in armonia e nel dialogo.
Così, compaiono i protagonisti di questa messinscena: la scuola, la violenza, le istituzioni, l’amore. Non mancano i social, il vizio del facciamoci un selfie, famosi o non. Seguono la bellezza, l’ironia, la depressione. L’immancabile filosofia, sua antica passione.
Ad ognuno di questi argomenti l’autore ha dedicato una riflessione. “Qualcosa di cui parlare” si chiude con il capitolo intitolato “Conoscersi per conoscere”. Così ritiene l’autore: “Quando le ragioni del cuore andranno di pari passo con le ragioni della mente, l’umanità ne uscirà arrocchita e ci si salverà dal rischio di un aridimento che può solo portare a una angosciante disperazione”.
