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Segantini: un viaggio tra arte e natura

Andrea Di Maso

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Fino al 22 febbraio 2026 i Musei Civici di Bassano del Grappa ospitano una retrospettiva importante di Giovanni Segantini, uno degli artisti più rilevanti dell’Ottocento italiano.

 LA VITA 

Nato ad Arco nel 1858 in una famiglia di origine umile, Segantini si trasferì fin da giovane a Milano, dove entrò come garzone e frequentò corsi serali all’Accademia di Brera.  Dopo un’esperienza milanese (con l’ambiente della Scapigliatura e del naturalismo colorista) avviò la sua ricerca verso la luce, il paesaggio, la natura.  Nel 1886 si trasferì in Svizzera, in Engadina, dove la montagna divenne protagonista della sua pittura, fino alla sua morte prematura nel 1899.

Segantini fu un artista dalle doti eccezionali: capace di rappresentare con forza la natura, grazie a una tecnica in evoluzione – dal naturalismo al divisionismo fino al simbolismo – e a una visione quasi mistica del paesaggio e dell’uomo. La mostra mette in luce proprio questo grande talento.

Segantini - Ave Maria a trasbordo
Ave Maria a trasbordo

LA MOSTRA 

Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni principali, che seguono la traiettoria geografica e stilistica dell’artista.

PERIODO MILANESE 

Qui Segantini lavora nella Milano degli anni ’70-’80, esplora ritratti, scene urbane, vedute dei Navigli e natura morta. In questi anni si forma all’Accademia e incontra il gallerista Vittore Grubicy de Dragon, che avrà un ruolo decisivo nel suo percorso.

Un esempio importante di questo periodo è il ritratto della signora “Luisa Torelli Tagliabue” realizzato intorno al 1880, in cui già traspare la sua capacità di cogliere la luce e la personalità del soggetto.

Segantini -Sole d'autunno
Sole d’autunno

FASE BRIANZOLA E DIVISIONISMO

Segantini lascia Milano e si trasferisce in Brianza, si dedica al paesaggio, alla vita pastorale, agli animali. Iniziò a usare la tecnica divisionista: pennellate spezzate, colori puri, luce studiata.
In questa sezione è presente anche l’opera “Ave Maria a trasbordo” (1886), simbolo del passaggio verso la nuova maniera.

FASE SVIZZERA, “PAESAGGIO ALPINO”

Trasferitosi nel 1886 a Savognin (Svizzera), Segantini concentra la sua attenzione sulla montagna, sulla natura selvaggia, sull’uomo integrato nel paesaggio. Il divisionismo è ormai pieno e la luce diventa elemento dominante. Un’opera chiave è “Sole d’autunno” (1887), che segna una svolta tecnica e tematica.

SIMBOLISMO NATURALISTICO E ULTIMI ANNI 

Nell’ultimo decennio, Segantini affronta una pittura simbolista: la montagna non è solo paesaggio ma mito, natura sacra, luogo dell’anima. Il tema dell’uomo, dell’animale, della natura si fonde in visioni quasi religiose. Da questa fase è l’opera “Ritorno dal bosco” (1890), dove la pittura diventa meditazione sull’esistenza.

Segantini - Ultimo autoritratto
Ultimo autoritratto

TEMI DELL’ARTE DI SEGANTINI 

La mostra evidenzia alcuni leit-motiv costanti dell’arte di Segantini. Lo studio della luce naturale, l’uso del colore puro, la tecnica divisionista portano alla ricerca della visibilità del “vero” nel paesaggio.
La natura è protagonista, la montagna diventa simbolo di spiritualità, fonte di bellezza e meditazione.
L’integrazione dell’uomo e degli animali nel paesaggio, non come soggetti isolati ma come elementi di un tutto. Nell’ultima fase Segantini trasforma la natura in simbolo, la montagna in mito, il paesaggio in visione.
Questa mostra rappresenta l’occasione per scoprire o riscoprire l’intero arco creativo di Segantini: dalla giovane vita a Milano, alla sperimentazione in Brianza, fino all’apogeo in Svizzera. È un viaggio che mostra non solo il grande talento dell’artista, ma anche la sua capacità di innovare, di sentire profondamente la natura e di tradurla in pittura carica di poesia.

INFO

Mostra di Giovanni Segantini – Musei  Civici di Bassano del Grappa
dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026
Biglietti – Intero 13€ – Ridotto 11€

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