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“Storia di un amore”: parole, musica e danza

Anthea Principe

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Unica data martedì 17 febbraio, alle ore 21, al Teatro San Ferdinando di Napoli, per Storia di un amore, spettacolo di parole, musica e danza liberamente tratto da Lettera a D. di André Gorz (Sellerio Editore Palermo), drammaturgia di Giovanni Mazzara (anche regista) e Andrea Tidona. La traduzione e l’adattamento sono di Maruzza Loria.

Ne sono protagonisti Andrea Tidona, nel ruolo di André Gorz, Yuriko Nishihara, danzatrice e interprete di Dorine, che firma anche la coreografia, Giuseppe Milici all’armonica e Mauro Schiavone al pianoforte.

LA PIECE

Lo spettacolo ripercorre gli anni di vita condivisa tra il filosofo André Gorz e la moglie Dorine, attraverso una narrazione intima e intensa ambientata nella Parigi del dopoguerra. Una lunga lettera d’amore che intreccia impegno intellettuale e legame sentimentale, restituendo il ritratto di una relazione profonda. Le musiche, eseguite dal vivo, alternano brani originali, swing e canzoni francesi del dopoguerra, contribuendo a costruire un tessuto sonoro che dialoga costantemente con la parola e il movimento.

STORIA DI UNA VITA

Lettera a D. è la storia di una vita. André Gorz incontra Dorine, giovane attrice inglese, nel 1947: lei fa teatro, lui scrive. Vivranno insieme 58 anni. Ma Storia di un amore è anche il ritratto di un’epoca, un luogo della memoria che attraversa la Parigi della seconda metà del Novecento, tra idee, battaglie culturali e sfide sociali, incontrando figure centrali del pensiero contemporaneo, da Jean-Paul Sartre a Herbert Marcuse.

Una scena

IL LIBRO

Il libro è avvolgente e si legge d’un fiato. – dice Maruzza Loria – Però, non è lo sviluppo della storia a catturare, ma le parole di cui è capace un uomo che sa amare a rapire il lettore.

Parole che sono esse stesse suono. Così Giovanni Mazzara ha l’intuizione di raccontare in scena un amore e ne scrive la drammaturgia. Fa parlare André Gorz e lo fa dialogare con una Dorine. Che, fragile e quasi diafana, si muove sulle punte, danzando tra un pianista e un armonicista, la cui musica rende intensa la narrazione e assicura un’esperienza immersiva e totalizzante. Accompagnandoci così in un viaggio emotivo inaspettato.

Si suonano musiche Swing e canzoni francesi del dopoguerra. Si improvvisa, si divaga su un tema. Il tema è la vita; le divagazioni sono le tentazioni, i dubbi, le incertezze, l’incomunicabilità, ma anche la gioia delle piccole cose quotidiane“.

 

(Fotografie di Franco Lannino)

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