Ci va giù duro Carlo Cerciello, presentando la prossima stagione del Teatro Elicantropo di Napoli. Non è una novità per il regista esprimere opinioni e non risparmiare critiche a nessuno. Più che mai in questo “periodo dell’orrore, del cinismo, della mistificazione, della scomparsa dei più elementari valori umani”, come definisce l’oggi. Dove quasi tutti si girano dall’altra parte, fingendo di non vedere quanto di terribile accade intorno a noi. E non fa sconti neanche al teatro pubblico che più di altri “dovrebbe prendere posizione” rispetto ai fatti.
Lui lo fa da sempre, come dimostra la ventinovesima stagione della sala, che dirige ai Gerolomini a Napoli. Ma, come da qualche anno a questa parte, per discutere delle scelte della programmazione, affida al giovane Aniello Mallardo il testimone.
Dedicata agli scomparsi Moscato, Marfé, Di Vaio, Pugliese e Pagano e al popolo palestinese, il Teatro Elicantropo apre con la lettura all’inizio di ogni rappresentazione, della riflessione di Antonio Gramsci intitolata “Odio gli indifferenti”. “Un monito, forse l’ultimo prima che sia troppo tardi, un modo per sentirci ancora umani”.
Su questo filo conduttore e riprendendo il tema del “tragico”, andranno in scena quattordici spettacoli. Quasi tutti realizzati da giovani compagnie. Testi nuovi o rielaborazioni per parlare di famiglia, di abbandono, di regole e di società.

IL CARTELLONE
L’inaugurazione (11 ottobre 2024) è affidata al premiatissimo A te e famiglia di Angelo Campolo e Giulia Drogo. Francesca Morgante, ex allieva della scuola di formazione dell’Elicantropo, porterà in scena il suo viaggio nell’inconscio con Lido per mari unici.
Una donna transessuale è protagonista, invece, di Io sono una farfalla di e con Antonio Stoccuto.
A novembre, una vicenda di orfanatrofio in Bambine care di Francesca Imperadori e Salvatore Valentino. Segue Netamiau perché sei morta ingiunzione a una bambina di Marco Gobetti.
Per il momento, il mese di dicembre resta vuoto. Un grande punto interrogativo campeggia sulla locandina. E’ la domanda che si pone Cerciello con la sua compagnia. Se ci sarà da dire qualcosa, sarà detta. “In queste drammatiche condizioni è davvero difficile continuare a fare teatro, se non in forma di denuncia”, afferma.

A gennaio 2025, perciò, si riprende con il debutto di Spiritilli e altri movimenti di Enzo Moscato per la regia di Costantino Raimondi. Poi, Tentativi vergini di stare al mondo, ideazione, drammaturgia, costumi di Ivana Messina, Martina Spalvieri, in scena dal 21 febbraio.
Dal 6 marzo Blush di Charlie Josephine, cinque storie sul revenge porn, l’abuso attraverso immagini sessuali postate sul web. Ancora sull’uso spropositato della Rete Settantuno. Una raccolta di post dal razzismo, all’omofobia, alla misoginia e ad ogni forma di feroce intolleranza di Nello Provenzano. Quindi, a marzo, Chisciò e Panza liberamente ispirato al Don Chisciotte, scritto, diretto e interpretato da Enzo Attanasio e Rosalba Di Girolamo. Una riflessione sul potere salvifico dell’amicizia e del sogno condiviso.

Per la sua pericolosa capacità di ri-svegliare le coscienze degli spettatori e dei teatranti, Giuseppe Calamunci Manitta e Tiziana Risolo, regia Alfredo Traversa, scelgono il poco rappresentato Confiteor di Giovanni Testori, dal 27 marzo.
Dal 3 aprile, Prima della prova, il primo atto del Riccardo III di William Shakespeare. Dal 10 aprile, invece, Aquile randagie – credere, disobbedire, resistere di e con Alex Cendron. Ancora, Generazione Pasolini drammaturgia e regia di Marta Bulgherini.
Chiude la stagione il 24 aprile Giorni infelici di e con Sabrina Scuccimarra. Lo spettacolo, che prende spunto da Giorni Felici di Samuel Beckett, è un atto di coscienza,” l’evidente inutilità dello sforzo di rompere l’assordante cliché in cui abbiamo chiuso la nostra esistenza”.
GLI ALTRI APPUNTAMENTI
Inoltre, il Teatro Elicantropo arricchisce la proposta con il laboratorio “Studi eduardiani”, condotto da Giuseppe Rocca e Antonio Sinagra, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo che l’ospita. E con il “Laboratorio Teatrale Permanente” nella Sala Saramago del teatro.
