L’ha definita “una mappa teatrale” Alfredo Balsamo, direttore artistico del Teatro Nuovo di Napoli. “In cui si intrecciano mondi diversi: i grandi classici, la contemporaneità e la sperimentazione. Il Teatro Nuovo vuole essere spazio vivo di dialogo, immaginazione ed esperienza condivisa”.
Molto vari i linguaggi, i generi, le poetiche proposti dagli undici spettacoli in cartellone per la stagione 2025/2026. Che va da ottobre 2025 ad aprile 2026.

lI claim di quest’anno è “Teatro, Anima e Core”, che campeggia sul manifesto, davanti a un’immagine di Diego Maradona. Perché, evidentemente neanche il teatro napoletano può non ricordare il quarto scudetto.
LA STAGIONE: UNA MAPPA TEATRALE
L’inaugurazione della stagione teatrale, giovedì 30 ottobre 2025, è affidata al regista tedesco Peter Stein. Che dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov. Stein ha scelto L’orso, I danni del tabacco, La domanda di matrimonio, che lo stesso Čechov definiva “scherzi scenici”.
Le prénom – Cena tra amici di Alexandre de La Patellière e Matthieu Depalorte nella versione italiana di Fausto Paravidino, sarà in scena dal 27 novembre.
È ispirato alla rivoluzione artistica e umana di due eroine che hanno vissuto per la danza e il teatro The Doozies di e con Marta Dalla Via e Silvia Gribaudi. In scena dall’11 dicembre.
Valerio Aprea porta in scena, dal 19 dicembre, Lapocalisse, una serie di monologhi scritti per lui da Marco Dambrosio, in arte Makkox.
È uno spettacolo di magia Abracadabra, che Babilonia Teatri porta in scena, dal 15 gennaio 2026.

Wonder Woman di Antonio Latella e Federico Bellini, in scena dal 20 gennaio 2026, mette in forma teatrale, il racconto immaginato di un caso di cronaca.
Nel 2015 ad Ancona, una ragazza peruviana fu vittima di stupro da parte di due ragazzi. In Appello gli imputati furono assolti con la motivazione che la vittima era “troppo mascolina” per essere desiderabile. La Cassazione ribaltò la sentenza, condannando i colpevoli e denunciando l’uso di stereotipi sessisti.
È la commedia francese contemporanea più recitata al mondo Art di Yasmine Reza, che Michele Riondino, interprete e regista, porta in scena. Dal 12 febbraio 2026.
Quindi, danza. Le coreografie di Enrico Morelli e Michele Merola prendono vita, rispettivamente, nel dittico Elegia/Vivaldi umane passioni, in scena dal 28 febbraio.
La classe è un docupuppets con pupazzi e uomini che Fabiana Iacozzilli e Cranpi portano in scena dal 19 marzo, come un rito collettivo, in cui gli adulti, interpretati da pupazzi, rileggono i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura di buscarle.
In seguito, liberamente tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio sarà in scena, dal 26 marzo, La signora delle camelie, drammaturgia e regia Giovanni Ortoleva. Una storia che perde la ‘romanticità’ che le è stata sempre attribuita.
Infine, chiuderà la stagione teatrale 2025/2026, dal 9 aprile, Anna Cappelli di Annibale Ruccello. Un testo che si interroga sul ruolo della donna nel tempo.
LE ALTRE PROPOSTE
Tra le proposte c’è la terza edizione di Open Dance, che quest’anno diventa un festival interamente dedicato alla danza contemporanea.
Il ciclo di incontri Storie dell’arte, a cura di Eduardo Cicelyn, guiderà il pubblico in un viaggio nel mondo dell’arte contemporanea, tra racconti, immagini e riflessioni.
Inoltre, non mancherà la di Stand-up comedy e l’annuale rassegna Nuove Sensibilità, diretta da Claudia Di Palma. Una vetrina per i giovani talenti.
Ed ancora il progetto We love Enzo, omaggio sentito e partecipato ad Enzo Moscato, in collaborazione con Casa del Contemporaneo. Nonché La rete dell’immaginario, rassegna teatrale per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
(In copertina Le prénom)
