Think again, magico jazz di Fresu e Caine

Maresa Galli

Un appuntamento con il grande jazz quello di “Think again”, il concerto di Uri Caine e Paolo Fresu al Teatro Acacia di Napoli per il Maggio della Musica. Già insieme in diversi live e album, i due fuoriclasse si ritrovano per un nuovo progetto, seguito ideale di “Think”, dal titolo del loro cd del 2009. I musicisti si sono conosciuti oltre vent’anni fa al festival jazzistico organizzato da Fresu in Sardegna. “Lo invitai insieme al suo Trio – racconta il virtuoso trombettista – e ne nacque subito un’alchimia musicale e umana straordinaria”. In concerto, in un teatro gremito, l’alchimia si avverte, nell’incontro del tocco pianistico inarrivabile di Caine, che spazia dal caldo classico all’avanguardia, dalla musica classica al blues con citazioni e fraseggi eleganti che dialoga con la tromba e il flicorno di Fresu. Il suono del musicista, compositore e scrittore di Berchidda, già ospite di grandi orchestre e al fianco dei migliori musicisti internazionali, è riconoscibile, unico, dalle mille sfumature ed emozionanti afflati lirici.

Paolo Fresu al Teatro Acacia

Da perle di Miles Davis e John Coltrane a Gershwin (“I loves You, Porgy”), da Claudio Monteverdi con la sua splendida musica del ‘600 (“Sì dolce”) a Haendel, da celebri standard jazz come “A Night in Tunisia” di gillespieana memoria passando per la sognante melodia di “Cheek to cheek” di Irvin Berlin, l’ampio repertorio dei due artisti è un viaggio sonoro di straordinaria intensità e perfezione raggiunta dall’unione di tecnica e cuore. Non mancano brani originali come “Cowboys and Indians”, dall’album “Think”, “Barocco in Pispisi” (che in sardo significa in punta di piedi), “una canzone da cantare col pensiero”, svela Fresu, per poi passare alla poetica al femminile di Barbara Strozzi con la perla barocca “L’amante bugiardo”, dedicata a tutte le donne uccise. Fresu racconta le sue memorie vive del Giappone, gli anime, i neomelodici locali simili a quelli napoletani, la bella musica di Sakamoto che mancherà tanto

Caine e Fresu in concerto

al mondo. Se le scuole napoletana e veneziana hanno inventato tutto, ci sono melodie moderne che diventano standard, come “Caruso” e le canzoni di Pino Daniele. Gran finale per i due maestri con il celeberrimo standard “The Autumn Leaves” in una personale e toccante versione. Il pubblico va via a malincuore, in attesa di un loro nuovo album, che di certo sarà incredibile ma non quanto i live dei due Maestri del jazz contemporaneo.

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web