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“Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci

Alberto Tuzzi

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Film-scandalo degli anni ’70, “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci entra, oltre che per i meriti artistici, nella storia del cinema e del costume dell’Italia del dopoguerra.

Locandina del film

LA TRAMA

In un appartamento vuoto di Parigi, si incontrano casualmente Paul (Marlon Brando), un americano disperato, dalla vita intensa e drammatica, e Jeanne (Maria Schneider), una giovane borghese. I due si accordano per avere rapporti solo fisici, escludendo persino di conoscere i rispettivi nomi.

Tra Paul e Jeanne si scatena una travolgente passione erotica ma, quando l’uomo vorrebbe avere un rapporto diverso con la ragazza, si accorge che la sua è solo una tragica, inutile illusione.

LA CENSURA

“Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci attira immediatamente l‘attenzione della censura ed è sequestrato per le scene erotiche contenute, guadagnandosi un posto di rilievo nella storia del cinema e del costume.

Infatti, unico caso in Europa occidentale, il film è processato e condannato alla distruzione nel 1976, facendo rivivere i tempi del tribunale dell’Inquisizione ma, fortunatamente, alcune copie scampano alla furia censoria, fino alla riabilitazione avvenuta nel 1987.

IL COMMENTO

Bernardo Bertolucci con “Ultimo tango a Parigi” (ITA/FRA, 1972) gira uno dei film che fanno più discutere nella storia del cinema italiano, per lo scalpore che suscita.

Scritto dallo stesso regista con Franco Arcalli, il film sfiora i grandi temi dell’esistenza: l’amore, il sesso, la solitudine, la distanza tra uomo e donna nella società

L’opera spezza molte convenzioni di un certo tipo di cinema, mostrando un erotismo tra i due protagonisti pulsante e ferino, del tutto inedito sugli schermi cinematografici.

Lo spirito provocatorio del film regge bene il passare del tempo, anche se alcuni personaggi minori e alcuni dialoghi oggi risultano pedanti o ideologizzati.

La splendida fotografia di Vittorio Storaro e la bellissima colonna sonora di Gato Barbieri contribuiscono a farne un’opera indimenticabile.

Restano nella memoria anche l’interpretazione di Marlon Brando, che con il suo talento domina il film, grazie anche alla regia che lo lascia libero di improvvisare e ideare molte scene e di Maria Schneider, perfetta nell’incarnare una giovane donna emancipata e libera, in costante inquietudine.

IL REGISTA

Bernardo Bertolucci realizza un cinema politico e sociale, che analizza impietoso la crisi di valori e sentimenti, contaminando con maestria temi e culture diversi e dando sempre a ciascuno dei suoi film una specifica dimensione temporale.

Fortemente influenzato dal marxismo e dalla psicoanalisi, il suo è un cinema raffinato, pieno di echi e di suggestioni musicali, letterarie e cinematografiche.

Con “Ultimo tango a Parigi”, Bertolucci gira uno dei film più ribelli e passionali di tutto il cinema italiano e realizza la prima delle sue opere con la quale assurge alla fama internazionale.

 

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