Un horror commovente

Redazione

di Angelo Matteo

Ogni generazione ha avuto una storia d’amore cinematografica iconica, rimasta nel tempo come simbolo della sua sensibilità. Quello che “Bones and all”, ultima fatica di Luca Guadagnino, sembra provare a fare è consegnare alla generazione Z, quella dei nati tra il 1996 e il 2012, la sua storia d’amore.

Maren (Taylor Russell) è una ragazza che al liceo fa molta fatica a socializzare. Viene invitata una sera ad un pigiama party. Lì rivela la sua natura di cannibale e non riesce a non mangiare la mano ad una sua amica. Da quel momento ricomincia, insieme al padre, la fuga attraverso i paesi degli Stati Uniti. Suo padre (Andrè Holland), infatti, è ben conscio della natura di sua figlia, ma nel corso della vita l’ha sempre protetta, scappando in un altro paese dopo ogni suo atto cannibalistico. Una volta che Maren ha compiuto la maggiore età, però, la abbandona. Da lì comincia il lungo viaggio di Maren attraverso gli Stati Uniti, alla ricerca di una madre mai conosciuta. Lungo la strada imparerà a fare i conti con la sua natura e incontrerà i suoi simili, tra cui il coetaneo Lee (Timothée Chalamet), insieme al quale vivrà e crescerà.

La locandina del film

La sorpresa di “Bones and all” è Taylor Russell. La giovane attrice canadese, al suo primo ruolo di grande rilievo, ha dato alla sua Maren una fisicità vibrante, tratteggiando con maestria la crescita del personaggio, da adolescente impacciata a donna autonoma e consapevole di sé. Russell sembra fiorire sullo schermo con il suo personaggio e la sua trasformazione è magnifica da vedere. Anche il coprotagonista, l’ormai affermatissimo Chalamet, si conferma un attore di grande bravura, firmando un ruolo che probabilmente resterà a lungo nella memoria degli appassionati.

Guadagnino utilizza molto bene i suoi due protagonisti: “Bones and all”, data la natura cannibale della vicenda, non poteva non essere un horror e avere dei momenti crudi, ma il regista italiano mostra il necessario, riuscendo a dare un’umanità piena a ogni corpo mangiato con scelte di inquadrature di grande maestria. Nonostante la delicatezza del tocco di Guadagnino, il film abbonda di scene molto cruenti ed è vietato in Italia ai minori di 14 anni.

Oltre alla regia di Guadagnino è da segnalare anche la bellissima fotografia di Arseni Khachaturan, che dà a questo road movie sfumature à la “Nomadland”. La colonna sonora di Trent Raznor e Atticus Ross è magnifica.

“Bones and all” è stato presentato in anteprima al Festival del cinema di Venezia, dove Guadagnino e Russell sono stati premiati rispettivamente come miglior regista e miglior attrice emergente. Il film è molto bello e merita una visione. Probabilmente non resterà nella storia come simbolo della generazione Z, ma rappresenta almeno in parte, uno spaccato della gioventù contemporanea, e la storia d’amore tra Maren e Lee è commovente. Solo al cinema.

 

 

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