Una serata di grande fascino e bellezza quella andata in scena il 5 ottobre 2025 al Teatro Malibran di Venezia. Sul palco, la Compagnia Larreal del Real Conservatorio Profesional de Danza Mariemma, istituzione simbolo della danza spagnola.
LO SPETTACOLO
Lo spettacolo, intitolato “España”, ha proposto sei coreografie che hanno attraversato stili, epoche e suggestioni diverse. Un vero e proprio viaggio nella tradizione coreutica spagnola, ma con uno sguardo sempre aperto al presente.
Larreal ha mostrato perché è considerata una delle più importanti compagnie accademiche d’Europa. I giovani danzatori, impeccabili per tecnica e presenza scenica, hanno offerto uno spettacolo raffinato e vibrante, senza mai cedere alla mera spettacolarizzazione.

Si è aperto con “Mosaico barroco”, coreografia firmata da Antonio Pérez su musiche di Bach e José de Nebra. Un omaggio alla escuela bolera, con i suoi passi codificati, il port de bras “à la española”, le nacchere, i costumi romantici. Un inizio elegante, ricco di grazia e storia.
Con “Sevillanas de autor”, il ritmo è cambiato: Irene Tena e Albert Hernández hanno portato in scena una danza energica, moderna, ispirata al folklore andaluso, con contaminazioni di flamenco e una forte identità coreografica.
“Amalurra”, firmato da Eduardo Martínez, è stato uno dei momenti più intensi. Le musiche di Kalan&Amp, Euskadiko Orkestra, Pascal Gaigne e Matos hanno dato corpo a una danza che celebra le radici e la natura. Bellissimi i richiami alle danze popolari, ai costumi storici e alle tradizioni regionali.
“Entre cuerdas”, del giovane coreografo emergente Axel Galán, è stato un esempio perfetto di quanto la danza spagnola possa fondersi con il linguaggio contemporaneo. Raffinato, ricco di sfumature e tensioni, ha colpito per equilibrio e maturità stilistica.
Con “Requibro”, di nuovo Antonio Pérez, il tono si è fatto più lirico. Su musica di Saint-Saëns, i danzatori hanno mostrato precisione e sensibilità, mantenendo però una forte identità iberica.
Infine, “Nada más y nada menos”, coreografia di Miguel Fuente, ha chiuso la serata con energia e colore. Un omaggio alle danze regionali spagnole, diverse tra loro ma unite da un forte senso d’appartenenza.
Lo spettacolo ha offerto una panoramica completa su ciò che è oggi la danza spagnola: una tradizione viva, colta, ricca di tecnica e di emozione. “España” non è solo uno spettacolo di danza. È un racconto in movimento. Un ponte tra passato e futuro, eseguito da giovani danzatori che hanno già il talento dei grandi.
