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Vivaldi alla Reggia con Servillo e Zanon

Renato Aiello

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Vivaldi
Giovanni Andrea Zanon

Riesce a comporre un concerto più rapidamente di quanto scriva uno scrivano”: Charles de Brosses si riferiva ad Antonio Vivaldi con queste parole e sarebbe d’accordo oggi anche sull’esecuzione rapida, netta ed estremamente virtuosistica di un talento del violino come Giovanni Andrea Zanon.

Classe ’98, il giovane e talentuoso solista e concertatore ha inaugurato il 19 luglio 2025 la prima serata di Un’estate da Re alla Reggia di Caserta con un concerto vivaldiano. Non era il solo sul palco allestito per la rassegna di Lirica, Classica e Balletto nel Primo cortile vanvitelliano del sito borbonico: con lui l’Accademia barocca di Santa Cecilia e l’attore Toni Servillo.

SERVILLO E ZANON NEL PRIMO CORTILE VANVITELLIANO

Vivaldi
Zanon

A quest’ultimo è toccato il compito di leggere alcuni estratti dallo Stabat mater di Tiziano Scarpa (edito da Einaudi), nonché i quattro sonetti anonimi che accompagnano da tre secoli le celeberrime Quattro Stagioni di Vivaldi.

Un debutto di pregio per la kermesse diretta da Antonio Marzullo, giunta alla sua IX edizione, con l’interessante dialogo tra musica e parola, melodia e poesia, voce e strumenti che diventa dialettica dello spirito. Quella che intercorre tra un giovanissimo e promettente interprete della musica strumentale a livello internazionale e una stella navigata del firmamento cinematografico italiano come Servillo.

Gli elementi neoclassici della location ospitante si fondono bene con il virtuosismo barocco, in un gioco di rimandi artistici tra architettura e arte musicale. Ad aprire la serata ci pensa La tempesta di mare, concerto per violino, opera 8, e si prosegue con la Carte blanche, prima di sfoggiare le quattro perle dell’intera produzione musicale di Vivaldi, i concerti de Le quattro stagioni.

LE QUATTRO STAGIONI DI VIVALDI E I SONETTI ANONIMI

Vivaldi
Toni Servillo

Elegante la sintesi iniziale dei giri armonici più caratteristici dei vari tempi musicali, ognuno di essi abbinati ai versi dei componimenti poetici letti da Servillo con impostazione teatrale e misurata intensità. L’incipit non può che essere affidato alla Primavera coi violini che tentano di imitare i suoni della natura in fiore e i versi degli uccelli.

L’Estate con l’arsura e i temporali improvvisi suggerisce immagini di campi di grano al sole con gli archi, e arriva al Presto come un fiume tortuoso in piena. Un tempo musicale famosissimo, utilizzato spesso al cinema e persino in una serie tv come raccordo di montaggio tra una scena all’Opera e una sul divano di casa – giocando alla play station con le cuffie – per il diabolico Presidente USA democratico, protagonista di House of cards, interpretato dall’americano Kevin Spacey.

L’Autunno tinge l’aria di colori caldi, vino dionisiaco e profumi di caccia nei boschi con passo deciso, mentre al freddo dell’Inverno si approda con lento incedere e con il vibrato di violino.

Un tributo al grande compositore veneziano – la cui prima incisione de Le Quattro Stagioni risale al 1942 proprio con l’Orchestra di Santa Cecilia – nel confronto tra passato e presente, tra raffinatezza musicale e potenza evocativa del racconto.

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