Disabilità e arte: certo che si può. Con “L’Arte nel cuore”, l’accademia con sede a Roma e Milano, tutto diventa possibile per i portatori di disabilità con un sogno nel cuore: fare arte. Dal teatro al cinema, dalla musica alla recitazione.
Come? L’impostazione seguita è quella dell’Accademia di spettacolo. Ci saranno perciò lezioni di danza, recitazione, doppiaggio, musica e canto, per offrire una struttura pensata e progettata per l’insegnamento a persone con e senza disabilità. L’obiettivo dell’Accademia è quello di fare arte, di superare le barriere culturali e mentali, attraverso la condivisione di un’esperienza. Colmando una carenza: la mancanza di offerta di servizi e attività per le persone con disabilità che possiedono doti artistiche e vogliono svilupparle in un ambiente integrato.
LA PRESIDENTE
“La mission della nostra Accademia – spiega la presidente Daniela Alleruzzo come riportato dall’ANSA – è formare i ragazzi e dare una possibilità a coloro che non hanno mai potuto esprimere il proprio talento a causa della propria disabilità.
Non ho voluto creare un’isola felice: ‘L’Arte nel cuore’ non è dedicata solo a ragazzi con disabilità, ma è aperta anche ai ragazzi normodotati, perché soltanto quando si condivide un sogno, un progetto, si possono abbattere le barriere mentali e culturali. L’arte, in ogni sua forma, è uno strumento di inclusione, una forma di terapia naturale. Il teatro, ad esempio, aiuta non solo le persone con disabilità ma anche le normodotate che magari hanno difficoltà a relazionarsi, ad aprirsi. Permette loro di sviluppare nuove abilità, di liberare l’immaginazione e la fiducia in sé stessi. L’arte diventa uno strumento di forza”.
Non si tratta di un progetto nuovo, pronto invece a festeggiare il suo ventennale. “Nel corso degli anni – racconta Alleruzzo – siamo riusciti anche a integrare i ragazzi nel mondo del lavoro. Una delle nostre allieve è stata la prima ragazza con sindrome di Down impegnata nel doppiaggio. Ha iniziato a doppiare nel 2020 e oggi lavora anche in produzioni cinematografiche internazionali. Abbiamo cambiato la vita a tanti di loro che hanno iniziato per hobby, ma che oggi sono attori professionisti, impegnati in fiction RAI, ma anche in film nazionali e internazionali. Alcuni nostri allievi anche con lo spettro autistico, grazie ai corsi, oggi sono DJ. Per alcuni è stata una rivincita. Non vediamoli come un peso, ma come una risorsa per la società”.
