Uscito nelle sale italiane nel 1986, e preceduto dall’anteprima francese del 13 gennaio 1986 alla Cineteca di Parigi, Ginger e Fred è la XX opera cinematografica di Federico Fellini, tra i massimi autori della Cinematografia Italiana, europea e mondiale, considerando l’influenza esercitata nella Settima Arte a livello globale.
IL COMPLEANNO DI UN GENIO TUTTO ITALIANO
Il suo 8 e ½ del resto figura stabilmente nelle classifiche dei migliori film della Storia del Cinema, così come La Dolce Vita, e la lunga lista di riconoscimenti nazionali ed esteri ha contribuito senz’altro a consolidarne caratura e prestigio.
Oggi 20 gennaio ricorre il compleanno del maestro riminese, nato nel 1920 e scomparso nel 1993, e colgo l’occasione per scrivere di uno dei suoi ultimi film, Ginger e Fred.
GINGER E FRED DI FEDERICO FELLINI
Per la pellicola egli tornò a lavorare di nuovo con i suoi due attori feticcio per eccellenza, rinnovando un sodalizio storico e molto felice: i protagonisti sono infatti Giulietta Masina e Marcello Mastroianni, rispettivamente Ginger e Fred, nomi d’arte dei loro personaggi.
Praticamente due ex artisti di avanspettacolo della prima metà del Novecento che si incontrano a Roma, ancora una volta a ballare e ad esibirsi davanti al grande pubblico.
IL NUOVO MEDIA
A richiamarli su un palcoscenico la televisione – nuovo media con cui si confronta e per il quale aveva pure lavorato il regista romagnolo, dirigendo alcuni spot pubblicitari – in uno di quei programmi festivi alla Domenica In dell’epoca in cui si concentrava il peggior campionario umano, per non dire proprio bestiario.
L’AVVENTURA NELLA CAPITALE DELLA EX DOLCE VITA
L’avventura nella Capitale sommersa da rifiuti fuamnti nel periodo natalizio, non priva di perplessità e disgusto malcelato per la volgarità dei tempi, si trasforma per i due attempati Pippo Botticella e Amelia Bonetti in un autentico tuffo nella memoria, nei ricordi di un passato che sicuramente non può più tornare, nella nostalgia dei tempi addietro.
IL BLACKOUT IN DIRETTA TV
Complice un blackout che li obbliga a fare i conti con sé stessi e col loro rapporto per una manciata di minuti, Pippo e Amelia scoprono tante cose taciute nel corso degli anni.
NUOVE LUCI DELLA RIBALTA E DEL VARIETA’
Ritrovano anche un briciolo di notorietà col loro ritorno in stazione Termini, da dove erano partiti a inizio film: un autografo richiesto dai nuovi giovani fan dopo averli visti sul piccolo schermo in quello zoo umano di freak.
Il film arrivava in un’Italia dove ormai la tv commerciale si era affermata già da tempo, sull’onda dell’ascesa berlusconiana.
CAST TECNICO
La sceneggiatura di Ginger e Fred fu scritta da Fellini a 6 mani insieme a Tonino Guerra (con cui firmava il soggetto) e a Tullio Pinelli; per la fotografia si avvalse in quell’occasione di Tonino Delli Colli e di Tonino Guarnieri; prima collaborazione invece con il futuro premio Oscar Nicola Piovani, che gli musicò il film alla maniera di Nino Rota; dei costumi si occupò invece Danilo Donati; alle scenografie dello studio tv galattico, allestito nel mitico Teatro 5 di Cinecittà dove fu girato, fu deputato Dante Ferretti, il quale forse non avrebbe mai immaginato di essere stroncato un giorno per aver ideato delle scenografie televisive: quelle del Festival di Sanremo del 2006.

