
Gli Esercizi di Resurrezione di Lorenzo Guerrieri, attore e regista romano che ha fatto ritorno a Napoli dopo L’apocalisse tascabile del 2022 a Sala Ichos, promettevano bene. Lo stesso autore annunciava nel suo esordio sul palco, con buona dose di ironia e di sana autoironia, le aspettative alte, altissime di questo spettacolo, allestito per l’occasione al Teatro TRAM di Napoli, nell’ultimo weekend di marzo 2025 (produzione Pallaksch).
GLI ESERCIZI DI RESURREZIONE NON FUNZIONANO
Poi però qualcosa è andato storto e quello che sembrava un interessante flusso di coscienza streaming si è trasformato in un flusso di incoscienza pura e totale. Ci si chiede legittimamente, già dopo la prima mezz’ora di esibizione, come si possa avere l’ardire di rappresentare un testo simile e di portarlo nei teatri italiani. Una raffica, una mitragliata di battute senza alcun senso, senza né capo né coda, che non sa né di carne né di pesce.
UN MONOLOGO DI ESERCIZI STERILI
Monologo, e fin qui ci siamo, ma è una stand up comedy? E cosa vuole dirci? Le domande sorgono spontanee se nessuno ride più dopo la già citata battuta sulle aspettative iniziali, tradite dall’autore stesso. Egli si esercita sul palco in infantilismi, puerili movimenti e vocine irritanti affidate a un manichino, uno scheletro osseo coperto da plaid, correlativo oggettivo perfetto della condizione degli spettatori in sala, pietrificati e forse infreddoliti per il brusco calo delle temperature di questa primavera piovosa appena iniziata.
LE PERSONE SI SONO ALZATE E SE NE SONO ANDATE DA QUESTA VIA CRUCIS
A 45 minuti dall’avvio della pièce già quattro persone si sono alzate sabato 29 marzo 2025, allo spettacolo delle ore 20, e se ne sono andate prima che terminasse. Saggia decisione, da parte della compagnia, quella di annullare la replica di domenica 30 marzo alle ore 18. “Non ha niente da dire” questo Guerrieri, verrebbe da citare la famosa esclamazione di 8 e ½ di Fellini. Dispiace per la sala di Port’Alba diretta da Mirko Di Martino e per la sua programmazione, sempre di alto livello e con un’asticella della qualità ineccepibile. Ma un inciampo nel cartellone capita anche ai migliori, prima o poi.
LO SCHELETRO SUL PALCO (UN INNOCENTE E IGNARO TESTIMONE)
La coperta di lana sullo scheletro finto, assistente e “attore” suo malgrado e forse più imbarazzato del pubblico in sala, brucia subito alle prime fiammate verbali che trapano il cervello, per quanto vanno di accumulo iperbolico, esplosivo e ipertrofico. Guerrieri puntava alla Resurrezione sul palcoscenico, ma ha ottenuto solo una Via Crucis devastante, una tortura noiosa, una Passione di Cristo allucinante per le orecchie di chi ha deciso, nella ricca offerta teatrale partenopea dell’ultimo sabato di marzo 2025, di optare per questa rappresentazione scenica.
