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Armiero e Marinelli nel ricordo della Ramondino

Anthea Principe

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Tutte donne per celebrare l’anniversario della morte della celebre scrittrice, avvenuta il 23 giugno 2008. Gioconda Marinelli e Mirella Armiero ricorderanno Fabrizia Ramondino sotto diversi aspetti della vita e dell’opera, lunedì 23 giugno 2025 alle ore 18,30 presso la libreria Io Ci Sto a Napoli, moderate da Tiuna Notarbartolo giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.

IL LIBRO DI GIOCONDA MARINELLI

Gioconda Marinelli traccia un ritratto vivace, approfondito e appassionato della vita e dell’opera di una delle grandi scrittrici del Novecento. Fabrizia Ramondino (1936-2008) nata a Napoli, trascorse parte della sua infanzia in Spagna e viaggiò spesso in ogni luogo, esperienza che ha avuto un peso nella sua formazione culturale.

Il suo primo romanzo, “Althénopis” (1981), la consacrò come voce originale della letteratura italiana. Tra le sue opere più importanti si ricordano “Un giorno e mezzo” (1988) e “L’isola riflessa” (1998). Ramondino fu anche attivista politica, impegnata nelle lotte per i diritti civili. La sua scrittura affronta temi come la memoria, il disagio mentale, l’identità e le dinamiche familiari, con un forte ancoraggio alla realtà sociale del Mezzogiorno italiano.

La locandina dell’evento

L’ANTOLOGIA DI MIRELLA ARMIERO

Il libro di Mirella Armiero è un’antologia di testi, che ripercorre temi e tappe del suo impegno, mai disgiunto dall’attività di narratrice. Dall’esordio nel 1977 con l’inchiesta sui disoccupati organizzati che con la sua forma peculiare merita una attenta rilettura. Fino agli articoli per quotidiani e periodici sui temi ancora così cruciali della guerra e della decolonizzazione.

Come accade a pochi altri intellettuali, tra Fabrizia Ramondino e l’oggetto delle sue indagini o dei suoi racconti non c’è alcuna presa di distanza, nessuna espressione giudicante. L’ascolto le è sempre parso necessario, ineludibile. La sua visione del mondo resta basata sullo scambio, sulla capacità quasi leopardiana di non ritrarsi di fronte al dolore, proprio e altrui, come risulta evidente in un testo oggi di bruciante attualità.

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