Sabato, domenica e lunedì” è uno dei testi più intensi di Eduardo De Filippo. Lo spettacolo è stato rappresentato l’11 gennaio 2026 al Teatro Del Monaco di Treviso, confermando l’attualità e la forza di questa drammaturgia.

LA TRAMA
La storia si svolge in pochi giorni. Tutto ruota attorno a una famiglia napoletana. Al centro c’è Rosa, moglie attenta e inquieta. Il suo rapporto con il marito Peppino è incrinato. I sospetti, le gelosie e le incomprensioni crescono. Le dinamiche comiche e drammatiche che si svolgono durante un weekend. Un pranzo del sabato diventa il detonatore. Piccoli gesti accendono grandi tensioni. Le parole non dette pesano più di quelle pronunciate e la domenica e il lunedì amplificano il disagio. La crisi esplode, ma non porta distruzione, porta consapevolezza. Eduardo racconta così il lento processo che conduce a un possibile equilibrio.

I TEMI
Il cuore del testo è la famiglia. Una famiglia vera, fragile e imperfetta. Eduardo indaga il matrimonio, il ruolo della donna, la fatica di comunicare. La solitudine che può nascere anche vivendo insieme. Il tempo è un altro tema centrale. Il tempo che scorre e che logora, ma necessario per capire e arrivare alla verità. Tutto è raccontato con realismo e con una sottile ironia. Una comicità che non cancella il dolore, ma lo rende più umano. La commedia esplora temi come la gelosia , i malintesi familiari e la difficoltà di comunicazione, il tutto intrecciato con il tipico umorismo e genialità nella scrittura del grande Eduardo.

GLI ATTORI
In scena emerge un grande lavoro d’insieme. Teresa Saponangelo offre una prova intensa e misurata. Il suo personaggio è il perno emotivo dell’opera. Claudio Di Palma le è accanto con forza e precisione. Ma il valore dello spettacolo sta soprattutto nel gruppo. Ogni personaggio è necessario. Ogni presenza ha un peso. Con loro ci sono Pasquale Aprile, Alessandro Balletta, Anita Bartolucci, Francesco Biscione, Paolo Cresta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Antonio Elia, Maria Cristina Gionta, Gianluca Merolli, Domenico Moccia, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Serra, Mersila Sokoli. Nessuno è marginale. Tutti contribuiscono all’equilibrio della scena.

