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Favino dirige Ferzetti in People Places and Things

Andrea Di Maso

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“People, Places & Things” di Duncan Macmillan arriva al Teatro Goldoni di Venezia con una nuova messa in scena firmata da Pierfrancesco Favino, che dirige Anna Ferzetti in uno dei ruoli più complessi della sua carriera. Al centro c’è Emma, attrice che perde il controllo della propria identità mentre interpreta Nina de Il gabbiano: non sa più dove si trova, non riconosce la sua voce, non distingue realtà e finzione. Nina rischia di cadere dal palco, ma forse è Emma che sta precipitando. E quel crollo segna l’inizio di un percorso di cura, necessario e doloroso.

TRAMA 

L’incidente in scena porta Emma in una clinica di riabilitazione. Qui affronta la confusione che la divora: ricordi sfocati, dipendenze, bisogno di approvazione. La storia segue il suo tentativo di rimettere insieme i pezzi, tra sedute di terapia, relazioni difficili con il gruppo e un continuo interrogarsi su chi sia davvero. Il testo intreccia la vita dell’attrice con quella dei personaggi che interpreta, creando un gioco di specchi che rende la sua crisi ancora più intensa.

People Places & Things - una scena
People Places & Things – una scena

TEMI 

Macmillan indaga la perdita dell’identità e il mondo delle dipendenze, non solo come abuso di sostanze ma anche come rifugio emotivo. Il testo mostra quanto sia facile smarrirsi quando si cerca di incarnare un’immagine di sé costruita dagli altri. Le cose, i luoghi e le persone diventano una mappa interiore: ricordi che salvano, ma anche ferite che si tenta di evitare. Come sottolinea Favino nelle sue note di regia, il dramma rivela ciò che facciamo per non guardarci dentro e come sia possibile rinascere solo accettando le nostre fragilità.

LA REGIA DI PIERFRANCESCO FAVINO

Favino crea uno spazio scenico instabile, fatto di luci e transizioni rapide, che restituisce la percezione distorta della protagonista. La scena si muove insieme alla mente di Emma: cambi repentini, pause che diventano vuoti emotivi, suoni che amplificano il tumulto interiore. La regia è diretta, essenziale, e lascia agli attori la responsabilità di incarnare un mondo emotivo complesso. L’equilibrio fra realismo e allucinazione è uno dei punti di forza dello spettacolo.

People Places & Things - una scena
People Places & Things – una scena

ANNA FERZETTI: UNA PROVA INTENSA

Reduce dall’ottima interpretazione nel film La grazia di Paolo Sorrentino, Anna Ferzetti porta in scena un’Emma magnetica, vulnerabile e imprevedibile. Passa con naturalezza dalla disperazione alla lucidità, dall’ironia alla paura più profonda. Il suo corpo è irrequieto, la voce spezzata ma precisa, gli sguardi feriti. La sua interpretazione rende tangibile la frattura tra la donna e l’attrice che non riesce più a essere. È una prova di grande maturità, che conferma la sua capacità di attraversare ruoli molto diversi con autenticità e forza.
Insieme al cast corale, “People, Places & Things” diventa così un viaggio nella crisi e nella possibilità di rinascere, uno specchio delle nostre fragilità più intime.
Le foto sono di Enrico De Luigi

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