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Umberto Orsini: va in scena un Mito del Teatro

Angela Matassa

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La voce arriva fino all’ultima fila e ai palchi. Chiara, efficace, senza microfoni. Sul palcoscenico c’è un Mito del Teatro: Umberto Orsini. 92 anni, agile, autorevole, racconta al pubblico i suoi settant’anni di attività. Da quando ragazzino, lui che voleva fare ben altro che l’attore, per un puro caso, da Novara si reca a Roma all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica. L’artista è in scena al Teatro Diana di Napoli, nello spettacolo “Prima del temporale,” con Diamara Ferrero e Flavio Francucci, diretti da Massimo Popolizio, con il quale condivide l’idea.

L’AZIONE

Su una scena grigia che riproduce il camerino dell’attore che si prepara, Orsini comincia a raccontare in prima persona il suo lavoro. Massimo Popolizio per la regia in alcuni momenti si serve di video e proiezioni, per riproporre frame di pellicola o momenti di vita quotidiana a Roma e non solo. Così, scorrono decenni di spettacolo. Il ricordo dei primi ruoli, i grandi sceneggiati della Rai Anni Settanta. Le compagnie celebri, i colleghi, gli amori. Quel potente Ivàn Karamazòv, al quale ha affidato il suo testamento artistico. La scena nazionale e internazionale, che presto lo portò alla ribalta e poi al successo. Per settant’anni.

Umberto Orsini in scena

IL PLOT

Lo spunto della messinscena sono le chiacchiere che, effettivamente, Orsini scambiava con la sarta e un vigile, ai quali ricorda i momenti salienti della sua avventura artistica ed esistenziale. Testimone di un lungo periodo di storia del Paese.

Un intreccio tra mestiere e vita, che lo vede legato ai grandi della letteratura, del teatro, del cinema. La Compagnia dei Giovani, Rossella Falk, l’amata Ellen Kessler. Visconti, Patroni Griffi, Ronconi. Alberto Arbasino, Gianni Santucci. E poi, Corrado Pani, Alida Valli, Virna Lisi, ai quali dedica un pensiero. Lui, che è sopravvissuto a tutti loro.

Insomma, uno spettacolo coinvolgente soprattutto per la vecchia generazione, ma che i giovani potranno apprezzare non fosse altro per la bravura dell’interprete, che non ha perduto niente della potenza espressiva della recitazione. Apprezzato per il rigore e la forza di stare sul palcoscenico, donandosi così generosamente al pubblico.

Che si tratti del “Temporale” di Strindberg o dell’ultimo momento di vita, il racconto biografico di Umberto Orsini è certamente una grande prova d’attore, una lezione di teatro, un momento di bellezza, per chi ama questa magnifica arte.

(Fotografie archivio NT) 

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