SERGIO BAIETTA FESTEGGIA I 10 ANNI ALLA TOKYO TAGEN SYMPHONY ORCHESTRA
E’ un poliedrico pianista, direttore d’orchestra e compositore veronese, noto per un repertorio che spazia dal Barocco al Jazz fino a cover virtuosistiche in stile lisztiano. Sergio Baietta dal 2015 ricopre il ruolo di direttore principale dell’Orchestra Machiavelli di Verona, collabora stabilmente con la Master Orchestra. Ha vinto 34 concorsi nazionali e internazionali, esibendosi al Blue Note di New York e la Tokyo Opera City.
Maestro, lei è un compositore, pianista e direttore di orchestra di fama mondiale, come combina vita privata e vita professionale?
“Le due cose non sono separate ma coesistono e si fondono l’una nell’altra, la musica nel tempo è cresciuta sempre di più diventando parte integrante della mia vita in ogni suo aspetto, soprattutto quando ho capito che era lo spazio della mia evoluzione personale e umana. Se nei primi venti anni vedevo la musica come una cosa separata dalla mia vita ora, è una scoperta continua ed è integrata con la mia personalità. E’ un modo di vivere e sentire la vita e evolvere il proprio pensiero. Ci vuole ovviamente organizzazione ma tutto avviene in modo armonico”.
Quando era bambino sognava di diventare ciò che è adesso?
“In me c’è sempre stata la chiara visione di quello che sarei dovuto diventare a livello artistico, sapevo che era la mia strada e non avevo dubbi anche se ho avuto, come tutti, alti e bassi. Momenti di cali di impegno e di riposo senza abbandonare la mia visione. Ricordo che da piccolo usavo il pianoforte come fosse una macchina da corse, lo guidavo. Poi giocandoci e avendo facilità nell’apprendimento mi sono iscritto a scuola e ho maturato la mia formazione professionale. L’apprendimento musicale non finisce mai, come nella vita, se sei curioso non si esaurisce”.

Come è arrivato a dirigere nei grandi teatri giapponesi?
“E’ stato semplice e del tutto casuale. Dieci anni prima accompagnavo al pianoforte un’amica cantante giapponese che viveva in Italia. Dieci anni dopo mi invita improvvisamente ad andare a Tokio a fare un concerto, in quella occasione era presente una manager giapponese molto influente che ha amato il mio concerto ed è nata una collaborazione che dura tutt’ora. Lei mi ha presentato alla Tokyo Tagen Symphony Orchestra con cui continuo a collaborare. Quest’anno festeggio i 10 anni di lavoro in Giappone. Si può dire che cose belle accadono, le occasioni arrivano e l’importante è farsi trovare pronti per coglierle senza paura”.
Qual è la sua routine per mantenere l’allenamento artistico?
“Oggi non mi piace più sentirmi obbligato a suonare e studiare sempre come se fossi in una prigione. La routine varia a seconda degli impegni in programma. Ci sono momenti di tranquillità artistica e suono quando mi va, altri momenti in cui devo intensificare per studiare pezzi nuovi o i concerti che dirigo. Gli impegni come pianista richiedono una preparazione fisica importante per tenere calde le mani, come direttore invece ci sono altre necessità, è più uno studio mentale e posso studiare ovunque: in treno in aereo, al bar. Cerco però di mantenere una media quotidiana di almeno due ore al giorno costanti”.
Quali sono le esperienze che più le hanno dato soddisfazioni negli ultimi anni?
“A livello strettamente musicale ho avuto grandi soddisfazioni dal mio CD 24 Études d’après Chopin in cui ci sono 24 arrangiamenti di Chopin. Essendo un lavoro titanico, non pensavo di ultimarlo ma ci sono riuscito in un anno e siccome questi brani sono la Bibbia dei pianisti di tutto il mondo penso di aver lasciato un esempio di creatività importante.
Anche l’ultimo concerto di Tokio al Metropolitan Theatre, il più grande teatro del Giappone, è stata una grande esperienza. Poi c’è stato il debutto al BluNote di New York che è un locale leggendario per i musicisti. In questo momento è l’improvvisazione che mi sta facendo scoprire nuovi orizzonti, si tratta di un tabù per i musicisti classici come me, dedico molto tempo a esercitarmi a improvvisare per arrivare poi a fare concerti interamente improvvisati. E’ molto stimolante”.
I suoi progetti attuali e futuri?
“Nei prossimi mesi farò concerti con la mia orchestra di Brescia, Master Orchestra e presenterò il mio CD in giro per l’Italia. Da settembre essendo entrato di ruolo al conservatorio di Monopoli farò un corso chiamato Armonia Mentale mirato a far passare l’ansia da palcoscenico e approfondire gli aspetti psicologici del fare carriera. Utilizzerò un approccio olistico ed esperienziale unendo le mie conoscenze musicali a quelle maturate nel mio percorso di evoluzione personale. Mi ispirerò a Jodorowsky e altri maestri grazie ai quali io stesso ho liberato la mia espressività. Credo di essere portato ad accompagnare le persone a sbloccarsi, io stesso ero bloccato emozionalmente e psicologicamente e ora, con il mio bagaglio di esperienza, voglio essere di aiuto”.





