
Il Giardino dell’Orco a Pozzuoli sul lago d’Averno ha fatto da splendida cornice al III appuntamento della XV edizione di Teatro (alla deriva) al Giardino il 19 luglio 2026. La cantautrice Flo ha incantato la platea con lo spettacolo Versi e musica di E. A. Mario, debutto regionale.
L’artista napoletana ha riscoperto e reinterpretato la figura di uno dei più grandi padri della canzone italiana e napoletana del ‘900, restituendo forza e dignità a una biografia straordinaria.
IL TEATRO CANZONE DI FLO E LA MAGIA DELLA MEMORIA DI E. A. MARIO
Flo, interprete raffinata e nota a livello internazionale, domina la scena con assoluta naturalezza. Sul palco al suo fianco il polistrumentista Francesco Di Cristofaro, virtuoso di fisarmonica, flauti e baglamas. Insieme, i 2 musicisti hanno creato un’atmosfera intima, calda e fortemente empatica.
Lo spettacolo ha intrecciato narrazione teatrale e interpretazione musicale con perfetto equilibrio. Flo abbandona ogni retorica e adotta uno stile dinamico, sospeso tra partecipe e affettuosa (ma sagace) ironia e profonda commozione.
La “cantattrice” ripercorre così la parabola umana di E. A. Mario senza cedere al patetismo. Con impeccabile bravura tecnica, l’artista restituisce la complessità di un autore capace di dominare con pari maestria la poesia e la partitura musicale.
DA GIOVANNI GAETA A E. A. MARIO, AUTORE DI FAMA NAZIONALE E INTERNAZIONALE

Dietro lo pseudonimo di E. A. Mario si celava in realtà Giovanni Gaeta. L’autore nacque a Napoli il 5 maggio 1884 nel quartiere popolare del Borgo Sant’Antonio Abate. Crebbe in una famiglia modesta e incontrò la musica quasi per caso.
A 10 anni trovò un mandolino dimenticato nella bottega del padre barbiere e iniziò a strimpellarlo da autodidatta.
Imparò poi la teoria musicale attraverso la pubblicazione settimanale La musica senza maestro dell’editore Sonzogno.
Nel 1904 adottò per la prima volta il nome d’arte E. A. Mario: La lettera “E” richiamava il suo primo pseudonimo, Ermes. La “A” rendeva omaggio al giornalista Alessandro Sacheri, suo amico fraterno e primo sostenitore. Nonostante un talento cristallino, l’artista rifiutò sempre la qualifica formale di maestro.
L’ANEDDOTO POSTALE E IL DEBUTTO NELLA GRANDE MUSICA PARTENOPEA DI E. A. MARIO

La narrazione di Flo ricostruisce con efficacia la giovinezza dell’autore. E. A. Mario frequentava l’ambiente intellettuale partenopeo e strinse una proficua amicizia con Eduardo Scarpetta.
Per guadagnarsi da vivere, il giovane Gaeta lavorò per un periodo come impiegato alle Regie Poste Italiane a Palazzo Gravina, nello stesso edificio dove anni prima c’era stata Matilde Serao.
Proprio allo sportello postale avvenne l’incontro decisivo: Gaeta riconobbe il compositore Raffaele Segrè e criticò ironicamente i suoi testi.
Segrè lo sfidò pertanto a scrivere versi migliori e prese forma così Cara mammà, pubblicata da Ricordi, esordio che rivelò subito le straordinarie doti poetiche del giovane.
DALLA CANZONE DEL PIAVE ALLA NASCITA DI TAMMURRIATA NERA, CELEBRI CAPOLAVORI DI E. A. MARIO

Durante il primo conflitto mondiale compose La Leggenda del Piave. Il generale Armando Diaz gli inviò un telegramma storico: il brano aveva supportato lo sforzo bellico più di un intero generale.
La canzone divenne un vero e proprio inno d’Italia alternativo (de facto nella Seconda guerra mondiale e poi persino su proposta più recente del leghista Umberto Bossi, dimentico della firma napoletana sul testo, forse) e rialzò il morale di una nazione ferita.
Nel secondo dopoguerra, E. A. Mario compose la musica di un altro brano emblematico: Tammurriata nera.
L’amico e consuocero Edoardo Nicolardi trasse ispirazione da un episodio reale accaduto all’ospedale Loreto Mare di Napoli, dove ebbero i natali i primi bimbi figli di soldati afroamericani.
Il testo descriveva l’accettazione incondizionata dell’amore materno, al netto dei pregiudizi dell’epoca.
Il brano ottenne un successo strabiliante e trovò negli anni successivi grandi interpreti come la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Roberto Murolo e Peppe Barra. E. A. Mario dimostrò una sensibilità moderna, capace di trasformare la cronaca quotidiana in arte universale.
E. A. MARIO, UN PATRIMONIO INTRAMONTABILE E INESTIMABILE DEL NOVECENTO

La narrazione di Flo ha messo in luce anche i tratti più malinconici della vita dell’autore. E. A. Mario affrontò gravi ristrettezze economiche per curare la moglie malata, cedendo i diritti di oltre 2000 canzoni a una casa editrice milanese.
Morì il 24 giugno 1961, lasciando un’eredità imponente che i più grandi tenori del mondo cantano ancora oggi.
Al termine dello spettacolo, Flo ha proposto al pubblico una speciale cartolina dotata di codice QR e francobollo: un gesto elegante che ha permesso agli spettatori di riascoltare i brani della serata e spedire il ricordo della performance a parenti e amici, per farlo scoprire anche ad altri.




