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Una targa per Mariolina De Gaudio Mirra

Angela Matassa

Erano visibilmente commossi i Mirra. Il capofamiglia Lucio, che si è limitato a poche parole. Sulla storia del Teatro Diana, i figli Gianpiero,  Guglielmo e Claudia, che ha voluto leggere un pensiero per la mamma. “Straordinaria mamma, imprenditrice e anima della sala vomerese”.

All’evento per lo svelamento della targa dedicata alla memoria di Mariolina De Gaudio Mirra, erano presenti in molti, tra artisti, giornalisti, amici e spettatori mercoledì 15 luglio 2026 nel foyer. Il posto d’onore al Sindaco Gaetano Manfredi, che in una semplice cerimonia, ha scoperto la targa dedicata alla manager, “imprenditrice teatrale, protagonista della vita culturale della città una vita dedicata al teatro con instancabile passione e tenacia”, posta accanto a quella per i 90 anni del Teatro.

Il Sindaco ha ricordato come la lungimiranza, l’impegno e la forza di Mariolina De Gaudio Mirra abbiano contribuito in maniera determinante alla vita culturale della città.

MARIOLINA DE GAUDIO MIRRA. UNA TARGA COMMEMORATIVA

Il 16 marzo 1933 sulla collina del Vomero si inaugura il nuovissimo cinema teatro Diana, voluto da Giovanni De Gaudio, che ha trascinato nell’impresa i fratelli Federico, Ettore, Vincenzo ed Anna. “Giovanni De Gaudio era un imprendi­tore lungimirante – ha rac­contato Lucio Mirra, pa­tron del Diana, nel suo li­bro di memorie “Che spet­tacolo!” – perché in pieni anni ’30 del secolo scorso intuì le possibilità di successo che avrebbe avuto un teatro nel nuovo quartiere”.

A presenziare alla serata il Principe Umberto di Savoia. Maria Caterina De Gaudio, per tutti Mariolina, sarebbe nata 9 anni dopo, nel 1942. Ebbe una infanzia sfortunata. Perse i genitori che era ancora una bambina e visse con nonno Orfei e le sue 7 figlie. Ma già a 4 anni salì sul palcoscenico del Diana per suonare il violino alla riapertura del teatro dopo la guerra.

Del Diana si occupa lo zio Vincenzo, ospitando i più famosi attori dell’epoca: Paola Borboni, Tina Pica, Raffaele Viviani, Ermete Zacconi, Anna Fougez, Totò, i fratelli De Filippo, che su questo palco litigarono e si separarono per sempre.

La piccola gira per i camerini e le quinte divenendo la beniamina degli ospiti. “T’aggià regalà ‘na bambola alta come a ttè!” le dice Peppino De Filippo e mantiene la promessa. Mariolina è affascinata da quel mondo in cui le persone passano da finte porte e si affacciano a finestre di cartapesta.

All’inizio degli anni ’60 Mariolina incontra quello che sarebbe diventato suo marito, Lucio Mirra. Si sposano nel 1962 e durante il viaggio di nozze li raggiunge la notizia che zio Vincenzo era morto. È giunto il momento di prendere le redini dell’impresa paterna. Coadiuvata con appassionato entusiasmo dal marito Lucio, che lascerà per questo il suo lavoro di avvocato della Tirrenia, comincia ad occuparsi in prima persona del teatro.

Con il passare degli anni la sala diventa sempre più teatro e meno cinema. Ospita compagnie primarie: Noschese, Fabrizi, Rascel, Macario, Taranto. Non mancarono i momenti difficili come l’incendio che nel 1973 distrusse la sala. Ma nel giro di 6 mesi il Diana riapre

Nel 1980 i Mirra iniziano ad occuparsi anche di produzioni: Luigi de Filippo, Lina Sastri, i Giuffrè e tanti altri. Da allora si susseguono stagioni teatrali di grande successo con un numero sempre crescente di abbonati. La sala ospita ogni genere di spettacolo, rivista, avanspettacolo, varietà, commedia musicale, concerti musicali.

Mariolina possiede una sensibilità per far sentire a casa propria gli attori ospiti del Teatro Diana. Ora la guida del teatro e delle produzioni è stata presa dai figli Claudia, Gianpiero e Guglielmo, che cercano di portare avanti nel migliore dei modi la tradizione di famiglia.

E già si affaccia la quarta generazione piena di entusiasmo e talento. In suo ricordo hanno istituito una Scuola di recitazione per giovani attori e un Premio di scrittura teatrale per autori esordienti.

(Fotografia archivio NT) 

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