“Festa di Piedigrotta” 2026 in scena al Teatro Trianon Viviani
Anita B.Monti
Cartelloni teatrali
3 Settembre 2026
L’8 settembre 2026 segna il debutto della prima stagione del Teatro TrianonViviani di Napoli, guidata dal direttore artistico Pierpaolo Sepe. Ad aprire il cartellone è un’opera simbolo della tradizione partenopea: la Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani. La scelta di questo testo coincide con un anniversario importante, ovvero i venti anni dall’intitolazione dello storico spazio pubblico di Forcella al grande commediografo stabiese per iniziativa della Regione Campania e della Provincia di Napoli (oggi Città metropolitana). Una produzione che unisce memoria storica e linguaggi contemporanei.
La rappresentazione debutta nel suo giorno rituale, l’8 settembre alle ore 21. Questa nuova produzione della fondazione teatrale propone il testo più corale di Viviani, una commedia in due atti scritta nel 1919 che intreccia versi, prosa e musica. Al centro della messinscena c’è la regia di Nello Mascia, affiancata dalle elaborazioni musicali curate da Eugenio Bennato. La sinergia tra i due artisti fa emergere l’attualità di un’opera nata per raccontare le ferite e l’urgenza di vivere di una popolazione uscita dal primo conflitto mondiale.Foto di Pino Miraglia
UN PONTE TRA PASSATO E REALTÀ CONTEMPORANEA
La visione curatoriale trasforma la festa in un viaggio nella memoria che dialoga direttamente con le inquietudini del presente. Nello spettacolo il popolo emerge sia come vittima sia come carnefice, muovendosi in un sistema in bilico tra ragione e follia. Questo parallelismo con la tragedia greca classica ha guidato lo scenografo Raffaele Di Florio nella creazione di uno «spazio scenico dinamico» e scarno, progettato per restituire centralità assoluta al lavoro dell’attore.
Se desideri approfondire la storia del teatro e consultare l’intero cartellone della stagione, puoi visitare il sito ufficiale del Teatro Trianon Viviani (Link ipotetico).
FESTA DI PIEDIGROTTA: MUSICA, PAROLE E UN CAST DI VENTOTTO ARTISTI
Il vuoto della scena viene riempito dalle musiche originali rielaborate da Bennato, che ricreano l’atmosfera trasgressiva della festa dando voce all’«urlo diverso di una Napoli contemporanea». La produzione vede la partecipazione dei cantanti Ciccio Merolla e Pietra Montecorvino.
La struttura della commedia si sviluppa in due momenti distinti: Il primo atto è focalizzato sulle vicende di diverse famiglie all’interno della Villa Comunale, tra fidanzati ostacolati, cortei musicali e le incursioni degli scugnizzi. Il secondo atto:è dedicato alla sfilata dei carri allegorici e all’intreccio di storie di lavandaie e disoccupati in cerca di riscatto, che culmina in un finale di fuochi d’artificio e danze popolari.
In questa ripresa si registra la presenza dell’attore Oscar Di Maio, esponente di una delle storiche famiglie teatrali partenopee, nel ruolo del provinciale Mimì di Montemuro. Il carattere collettivo dell’opera è garantito da una compagnia di 28 artisti che vede sul palco, insieme a Mascia, Di Maio, Merolla e Montecorvino, un nutrito gruppo di interpreti impegnati a dare vita ai numerosi personaggi della festa.