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“Benvenuti in Casa Esposito”: gag e riflessioni

Danila Liguori

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Un aspirante camorrista imbranato. Una coscienza che si materializza al suo fianco, direttamente dal Cimitero delle Fontanelle, per condurlo sulla retta via. Una famiglia alquanto bizzarra e una figlia che già da adolescente capisce e combatte il marciume della camorra. Questi i protagonisti del divertentissimo spettacolo “Benvenuti in Casa Esposito”, in scena al Teatro Diana di Napoli fino al 18 maggio 2025 con la regia di Alessandro Siani. Una commedia in due atti scritta da Paolo Caiazzo, Pino Imperatore, Alessandro Siani e liberamente tratta dal romanzo “Benvenuti in Casa Esposito” di Pino Imperatore. In scena il protagonista della vicenda Giovanni Esposito, Nunzia Schiano, Susy Del Giudice, Salvatore Misticone, Gennaro Silvestro, Carmen Pommella, Gampiero Schiano, Aurora Benitozzi. Le musiche di Andrea Sannino e Mauro Spenillo, scene di Roberto Crea e costumi di Lisa Casillo.

BENVENUTI IN CASA ESPOSITO: SU IL SIPARIO

Su il sipario nella notte di Capodanno per presentare la famiglia di Tonino Esposito: la moglie e i genitori di lei, la figlia e la mamma di Tonino, vedova del temutissimo Gennaro, che prima di essere ucciso è stato un boss potente e riverito nel rione Sanità a Napoli. Sarà proprio la figura paterna a scatenare in Tonino un complesso edipico mai risolto. Nessuno ha difatti imposto a Tonino Esposito di fare il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi, anche se è sfigato e imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti e ovviamente perché è ossessionato dal ricordo del padre. Così Tonino, tra incubi e imbranataggini, in un’escalation di gag e risate in sala, resta coinvolto in una serie di tragicomiche disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari, con le spietate leggi della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto, che ha preso il posto del padre. Gli unici che si oppongono seriamente ai malaffari di Tonino sono la figlia e la “capuzzella” di un capitano spagnolo trasformatasi in fantasma.

Tra gag e risate, nonché spunti di riflessione, gli spettatori rimangono incollati alle poltroncine fino all’ultimo istante per capire se Tonino alla fine sceglierà il bene o il male. E se la sua famiglia sarà con lui nelle sue scelte. Una commedia, recitata ad arte da un cast di bravissimi attori tutti centrati perfettamente nella parte, che lascia il buonumore. Ma con un retrogusto di rabbia mista a impotenza per la triste realtà della camorra.

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