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Ciao Annamaria, ci ha lasciato la Ackermann

Gioconda Marinelli

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Ci ha lasciato a 92 anni Annamaria Ackermann, attrice teatrale di grande spessore e passione, in scena con i più grandi del Teatro a Napoli: Eduardo De Filippo, Nino Taranto, Roberto De Simone, Angela Luce, Mariano Rigillo, Peppino, Luigi, Luca De Filippo, Toni Servillo, Tullio Del Matto, Gino Rivieccio.

Non ha trascurato neanche il cinema e la televisione. Annamaria è stata la voce narrante più amata negli incontri culturali in Italia e all’estero, dove ha interpretato i testi delle grandi madri della letteratura come la Morante e la Yourcenar e Dacia Maraini.

MOMENTI CONVIVIALI

La ricordo nei momenti conviviali, spesso nei viaggi insieme, sempre elegante, raffinata, allegra e affabile, vicina a tutte noi amiche mosse dal bel confronto umano e culturale. Lei pronta a condividere ricordi e aneddoti della sua splendida carriera, non perdeva neppure un’edizione a Narni del Festival della Letteratura e Saggistica Alchimie e Linguaggi di Donne, presieduto da Esther Basile.

LE DONNE DI ANNAMARIA ACKERMANN A TEATRO

In uno di quegli anni Annamaria portò in scena magnificamente, al Teatro Comunale, Anime Nude, un testo che scrissi con la nostra direttrice Angela Matassa contro la violenza di genere.

Si tratta di brevi ma intensi ritratti di donne comuni: scienziate, pensatrici, prostitute, bambine, tutte vessate dall’indifferenza, accomunate dalla sopraffazione, dalla violenza esercitata ai loro danni dalla società e dal potere. Lei, sempre attiva a favore delle donne maltrattate, lo affidò alle sue allieve, come saggio finale al Teatro Totò, dove, voluta da Gaetano Liguori, dirigeva l’Accademia di recitazione e dizione.

Al suo ottantesimo compleanno la intervistai per Il Mattino, durante le festività natalizie, poiché proprio il 24 dicembre spegneva le candeline sotto il cielo di carta puntellato di stelle del presepe.

ANNAMARIA, “TE PIACE ‘O PRESEPE?”

E allora le chiedevo: “Annamaria, te piace ‘o presepe? L’avrai sentito ripetere tante volte in scena da Eduardo rivolto al suo Nennillo, in quegli anni interpretato dall’indimenticabile Pietro de Vico”.

ANEDDOTI

E lei: “L’amore per il presepe me lo ha trasmesso mio padre. Lui, che era nato a Lucerna, si trasferì a Napoli con la famiglia per lavorare come funzionario nella Compagnia Napoletana Gas ed ha amato profondamente le tradizioni e la cultura della città che lo ha ospitato. Da noi, guarda caso, si respirava l’atmosfera del “Natale in casa Cupiello”. Mamma era sempre turbata dalla confusione dei preparativi: cartoncini, casette, pastori, l’odore forte della colla. Papà non pensava ad altro e continuava la sua opera. Mi raccontarono che, quando nacqui il giorno della vigilia, ne rimase quasi contrariato. Proprio quel giorno dovevo scegliere, gli scombinavo tutta l’organizzazione del cenone! E ahimè, così è stato per tutti gli anni a venire, il compleanno veniva messo in secondo ordine e ricevevo un unico regalo che valeva per tutte le feste”.

LA FAMIGLIA DI ANNAMARIA ACKERMANN

Avrebbe trascorso il compleanno con i figli Davide e Roberto e il nipote Giacomo, e ne sarebbe stata felice, perché la famiglia aveva avuto sempre un ruolo fondamentale nella sua vita, mai trascurata per il lavoro: anche se il teatro tendeva ad assorbirla completamente, lei non l’ha mai consentito fino in fondo.

Alla mia domanda “Una carriera ricca di soddisfazioni, avresti voluto altro?” rispondeva così: “Assolutamente no, ho avuto quello che mi aspettavo e soprattutto l’ho fatto unicamente con le mie forze”.

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