di Giacomo Garzya
SULLA WELTANSCHAUUNG DI CINZIA PLATANIA, POLIEDRICA ARTISTA A TUTTO CAMPO
Parlare di Cinzia, amica conosciuta già da diversi anni a Trieste, non è impresa facile. I suoi molteplici interessi artistici si esprimono infatti attraverso linguaggi diversi e paralleli che, pur nella loro apparente eterogeneità, convergono in una visione del mondo sorprendentemente coerente. Non è sempre immediato coglierne la sintesi profonda, soprattutto per chi si accosta per la prima volta al suo universo creativo, ricco di rimandi simbolici e di stratificazioni di significato.
PAROLA, IMMAGINE, SUONO E IL RAPPORTO TRA VISIBILE E INVISIBILE
Parola, immagine, suono, gesto, segno, colore, forma e persino silenzio diventano strumenti attraverso i quali Cinzia Platania indaga il rapporto tra visibile e invisibile, razionale ed emotivo, materia e spirito. Nella sua ricerca, l’amore assume il valore di una forza generativa primaria, un’energia capace di mettere in relazione differenze e complementarità: maschile e femminile non come categorie biologiche, ma come principi universali dell’esistenza.
Da questa tensione nascono l’incontro, la reciprocità e la trasformazione, temi centrali di una narrazione che si sviluppa attraverso dipinti, sculture, scrittura e sperimentazioni multimediali. Il suo immaginario intreccia suggestioni provenienti dalla biologia, dall’astronomia, dalla spiritualità e dalla religione, evocando cellule e galassie, organismi viventi e movimenti cosmici, in un continuo dialogo tra microcosmo e macrocosmo.

LA DIMENSIONE SPIRITUALE DELLA SUA RICERCA
Nel corso degli anni il linguaggio di Platania si è fatto sempre più concettuale e simbolico, senza perdere la dimensione emotiva che lo anima. Nelle sue opere la contemplazione diventa conoscenza, la creatività si trasforma in strumento di ricerca interiore e l’amore si manifesta come esperienza di bellezza e di umanità. Una bellezza che non ignora il dolore dell’esistere, ma lo attraversa e lo trasfigura, aprendosi a una dimensione spirituale che costituisce il nucleo più autentico della sua ricerca.
Scrissi tre anni fa questa poesia ispirato dalle opere di Cinzia. Pubblicata nel 2024 nel mio libro di poesie «E’ la vita» (Aletti editore) – che ha ottenuto un mese fa, il 9 maggio 2026, una segnalazione particolare al premio «La ginestra» di Firenze – fu citata nella prefazione dal compianto Alessandro Quasimodo.
PER CINZIA PLATANIA
Fantasmagorica la lettura dei tuoi segni, minimalia, tracce, una scrittura antica che trova riverbero
nei rami spogli, che traggono linfa da una pallida luce, come quella del sole di mezzanotte,
così le tue linee di Nazca non sono avulse
dalla nostra vita, ma, lette nelle notti insonni, parlano di solitudine, di ancestrale dolore.
La speranza è però nella tua luce, soprattutto
in quella sublime spirale di colori,
in sé tutto lo spettro solare,
un vortice che non muore nel vuoto, ma dà vita
a tutto il creato e riempie da solo quel buco nero che ci tormenta e che tu vinci non solo con le tue parole scritte, ma con un’inesausta gamma di colori.
Alla fine, sulla tua tela, quella che prediligo,
vince il blu cobalto della sera,
vince per la sua essenza misteriosa che apre
al sussurrio indistinto e dolce della notte.
Trieste, 10 giugno 2023
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