Si conclude il Campania Teatro Festival 2026 dopo un calendario articolato in diverse settimane di attività. La diciannovesima edizione termina la sua programmazione confermando la linea culturale incentrata sul tema “Universo di pace“. Il progetto artistico ha sviluppato una rete di relazioni tra tradizioni, fasce d’età e linguaggi differenti sul territorio regionale. La direzione della rassegna è affidata a Ruggero Cappuccio, con l’organizzazione della Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano e il sostegno economico della Regione Campania.
IL PROGRAMMA DI CHIUSURA DEL 2026
La giornata conclusiva di domenica 12 luglio prevede una serie di appuntamenti distribuiti in varie sedi. Il cartellone include debutti di prosa, concerti e proiezioni cinematografiche, offrendo una panoramica completa sulle produzioni nazionali e locali nate all’interno del festival.
I DEBUTTI DELLA PROSA NAZIONALE A NAPOLI
La sezione dedicata alla prosa italiana presenta tre titoli differenti. Al Teatro Mercadante, alle ore 20:30, va in scena la prima assoluta di “La creatività è l’intelligenza che si diverte“. Lo spettacolo rappresenta l’esito finale di un laboratorio di dieci giorni svolto al Ridotto del Mercadante.

Euridice Axen, presente anche sul palco, e Nadia Baldi hanno coordinato il lavoro di 25 interpreti. La struttura drammaturgica unisce testi di autori vari e si concentra sulla pratica scenica come strumento di espressione collettiva. La produzione è a cura di Teatronovanta – Gruppo Le Muse SRL.
Il Teatro Nuovo ospita alle ore 22 “Lettera di una sconosciuta“, adattamento diretto da Davide Sacco e tratto dall’opera di Stefan Zweig. La trama segue la confessione scritta che un autore riceve da una donna rimasta anonima per tutta la vita. L’allestimento è ambientato in un bagno d’ospedale e vede come protagonista Giordana Faggiano. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Roma – Teatro Nazionale insieme a LVF/Teatro Manini di Narni.
Alla Sala Assoli, alle ore 19, Elena Bucci e Marco Sgrosso ripropongono “La morte e la fanciulla” di Ariel Dorfman, nella traduzione di Alessandra Serra. Il testo analizza i temi della giustizia e della memoria post-dittatura attraverso la storia di tre personaggi isolati. La rappresentazione vede sul palco Bucci, Sgrosso e Gaetano Colella, con la produzione del Centro Teatrale Bresciano e Le Belle Bandiere.
L’OPERA BUFFA NAPOLETANA AL PALAZZO REALE

Il comparto musicale vede protagonista “‘A cantata d”o ccafè“, in programma al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale alle ore 21. Il regista Luca Iavarone ha rielaborato la “Kaffeekantate” di Johann Sebastian Bach per trasformarla in un’opera buffa in dialetto. Il libretto, scritto da Iavarone e Tom Tea, adatta la vicenda originaria inserendo riferimenti alla tradizione popolare campana, come il balcone edoardiano e il bar tipico della commedia cinematografica locale.
La direzione musicale è affidata a Tom Tea, che accompagna alle tastiere gli interpreti Serena Pisa, Luca De Lorenzo ed Ellah March, insieme al Quartetto di Napoli. Lo spettacolo fa capo alla produzione Opera Buffa Napoletana ETS.
LE REPLICHE SUL TERRITORIO E IL DOPO FESTIVAL
La giornata prevede inoltre tre repliche cinematografiche e performative. Alle ore 21, ai Bipiani di Ponticelli, si svolge lo spettacolo “#Foodistribution CANTI(d’)IERI / HOPEnHOUSE“, curato da Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì con la regia di Adriana Follieri.
Il Teatro Tedér ospita invece quattro proiezioni (ore 18, 19, 20 e 21) di “R3V@LUT1@N“, film immersivo di Corrado Ardone. A Palazzo Coppola di Valle di Sessa Cilento si proietta infine “Il seme della concordia” di Renato Salvetti alle ore 21.
LA CHIUSURA UFFICIALE
La chiusura ufficiale è affidata al Dopo Festival gestito da Drop Eventi. L’intrattenimento inizia alle ore 19 con il dj set di Irene Ferrara e prosegue alle ore 22 con il concerto del cantautore Erminio Sinni, che esegue i brani principali della sua produzione trentennale.
(In copertina “La morte e la fanciulla – ph. Gianni Zampaglione)





