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CTF 2026: in scena storia, memoria e sport

Redazione

Al Campania Teatro Festival 2026 il 29 giugno, vanno in scena storia, memoria e sport. “ Me, We, Alì” inaugura Sportopera, la rassegna, a cura di Claudio Di Palma e organizzata da Vesuvioteatro, che racconta lo sport in modo inedito. Il melologo, è scritto e interpretato dallo stesso Di Palma con Enrico Valanzuolo alla tromba, Gianluigi Montagnaro agli effetti e voce, con i visual di Luigi Marmo. Nella cornice del Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, alle ore 21. filo conduttore sono i numeri: quelli che misurano il gesto atletico, ma anche quelli che diventano identità e simbolo, capaci di raccontare lo sport ben oltre la competizione.

L’OMAGGIO AD ANNIBALE RUCCELLO

Invece, dedica il suo lavoro di cinema documentario ad Annibale Ruccello, Massimiliano Palmese, scrittore e regista napoletano, che approda a “un poeta del nostro teatro”. Lo racconta nell’incontro al Giardino Romantico di Palazzo Reale, alle ore 19. “Vorrei provare a dimostrare – dice – che, in così pochi anni, l’autore oggi di culto, ci ha consegnato un’opera eccezionale, e a suo modo perfetta. Questo perché, da studioso di antropologia quale era, l’analisi che Ruccello fa del mondo e dell’animo umano mi sembra arrivare a profondità estreme, come a dei fondali toccati i quali l’autore riemerge con personaggi imponenti, anche nella loro eccessività”.

L’incontro, che segue, intitolato “Caro agli dèi. Vita breve di Annibale Ruccello” è la lezione universale che Rilke dà in “Lettere a un giovane poeta”, di e con Paolo Mazzarelli, che debutta in prima assoluta alla Sala Assoli di Napoli, alle ore 21.

LETTERE A UN GIOVANE POETA 1 Paolo Mazzarelli ph. Manuela Giusto scaled
Paolo Mazzarelli 

UN’INSOLITA CONFERENZA STAMPA

Una conferenza stampa convocata dopo 164 anni. È quella indetta da Sua Altezza Reale Francesco II di Borbone in “E adesso parlo io”, lo spettacolo scritto e diretto da Roberto D’Alessandro, in scena al Teatro Tedér di Napoli alle ore 21. Nel ruolo del sovrano c’è l’attore Nicola Paduano. I giornalisti, pronti a prendere appunti per realizzare un’intervista impossibile, sono Roberto D’Alessandro, Luca Faustinella ed Emilio Russo.

IN PROGRAMMA IL 30 GIUGNO 2026

Ha un titolo provocatoriamente intelligente “L’uomo nuovo”, lo spettacolo in scena in prima assoluta al Teatro Nuovo di Napoli alle ore 21. È scritto da Antonio Maiorino Marrazzo, con adattamento drammaturgico dello stesso autore e di Luisa Guarro, a cui sono affidati concept e regia. Il lavoro è ispirato alle biografie di Carmine Senise e Leopoldo Zurlo, interpretati da Andrea De Goyzueta e Gennaro Maresca, Due funzionari della dittatura fascista che vissero tutta la vita sotto lo stesso tetto e che le “veline” di regime accusavano di essere amanti.

Senise fu Capo della Polizia dal 1940 al 1943, Zurlo guidò per tredici anni l’Ufficio della censura, esaminando oltre 18mila testi. Attraverso le loro vicende pubbliche e private, lo spettacolo osserva il fascismo dall’interno dei suoi apparati, raccontando i pericoli che i due uomini corrono a causa del loro amore “non virile” in una doppia prospettiva, storica e familiare. I protagonisti si autoassolvono, ma il racconto insinua il dubbio dell’opportunismo, della loro capacità mimetica e della presunta fedeltà a valori liberali pur all’interno di un sistema dittatoriale.

MICHAEL JORDAN CELEBRATO IN SPORTOPERA

Nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, alle ore 21, per la sezione SportOpera, va in scena “Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan”, di e con Federico Buffa, accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi. Le prodezze di Jordan sul parquet dal 1984 al 2003 sono state linfa e traino della sua narrazione una volta diventato imprenditore, proprietario di uno dei marchi sportivi più riconoscibili al mondo.

ARTE E LETTERATURA IN TAVOLA

In Sala Assoli, alle ore 20, invece, si imbandisce la tavola di “Le tentazioni svelate”, a cura della storica dell’arte Fabiana Mendia, con la lettura di testi critici e letterari affidata a Mario Autore. “Il gusto ai tempi dei Borbone. Racconti dispersi, quadri in tavola” è un percorso artistico, letterario e gastronomico che attraversa il Settecento e l’Ottocento.

(“Lettere a un giovane poeta –  Paolo Mazzarelli – foto di Manuela Giusto)

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